«Stazione deserta, chiusi negozi e bagni»

16 Aprile 2022

La Cna lancia l’allarme e chiede l’intervento della Regione e di Rfi per garantire servizi a chi viaggia

PESCARA. «Biglietteria e ufficio informazioni chiusi. Bar, tabaccheria e edicole chiuse. E chiusi perfino i bagni a pagamento». Nelle ore serali, la stazione ferroviaria centrale di Pescara si presenta così, «mentre treni veloci a lunga percorrenza sbarcano migliaia di passeggeri». Eppure, nell’atrio «c’è un vuoto desolante» in certi orari. È il grido di allarme che arriva da Gabriele Marchese, responsabile regionale di Cna Turismo Abruzzo. «Non è possibile», dice, «che la più grande infrastruttura ferroviaria della regione, come la stazione centrale di Pescara, «sia come un deserto. Non è concepibile che nel pieno delle festività pasquali la più grande stazione d’Abruzzo si presenti così» tenendo conto che «serve un’area vasta, di quasi 500 mila persone. Soprattutto chi utilizza l’Alta velocità deve far tappa obbligatoriamente a Pescara anche per andare a Chieti, Montesilvano, Francavilla e in tutti gli altri centri dell’area urbana o della costa in un raggio di decine di chilometri. Con l’aeroporto, la stazione costituisce un’infrastruttura unica in tutto il contesto regionale, ma anche oltre i suoi confini: dunque non è possibile non porsi il problema, ora che l’emergenza Covid sembra alle spalle, di un rilancio almeno dei servizi essenziali», prosegue sempre il rappresentante di categoria dopo aver ricevuto segnalazioni sulla desolazione che si registra in stazione dalle 22 in poi, ma anche prima. Delle poche attività rimaste, nessuna è aperta dopo una certa ora.
Marchese conclude con un appello alle principali istituzioni locali, Regione in testa: «Mentre meritoriamente torniamo a proporre il prodotto Abruzzo sui grandi scenari, come di recente accaduto alla Bit di Milano, e mentre si procede alla unificazione dei comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore per dar vita a quello che diverrà il terzo centro abitato di tutta l’area adriatica, non è possibile presentarsi in queste condizioni. Occorre incontrare i vertici di Rete Ferroviaria Italiana, che gestisce le stazioni».
La Cna ha già fatto un passo, ma si è rivelato improduttivo. Marchese ricorda infatti che «circa un anno e mezzo fa ponemmo con forza, ma invano, il problema delle stazioni abruzzesi, a Rfi». La Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa riteneva e ritiene indispensabile «un potenziamento dei collegamenti che ruotano attorno all’hub di Pescara, per porre con forza il problema del rilancio di Pescara Centrale». Una questione che emerge «soprattutto ora che il calendario propone una serie di ponti per le festività e con la stagione estiva ormai alle porte». Per ora, però, resta «il pessimo biglietto da visita» di una stazione deserta.