stefano seracini
Farmacia comunale in primo piano per Stefano Seracini, del Movimento 5 Stelle. Tanto che durante un confronto su Rete 8 con gli altri candidati è stato lui «il primo a tirare fuori la questione», e...
Farmacia comunale in primo piano per Stefano Seracini, del Movimento 5 Stelle. Tanto che durante un confronto su Rete 8 con gli altri candidati è stato lui «il primo a tirare fuori la questione», e ci tiene a rimarcarlo. Seracini si concentra su quelli che considera «beni pubblici inalienabili», mettendo sullo stesso piano di importanza la gestione dell'acqua, con le reti idriche e fognarie, e la vendita delle medicine: «È stata venduta la farmacia comunale, qualcuno a Madonna della Pace e non solo se lo ricorda bene. Una farmacia che è sempre stata in attivo: i bilanci sono trasparenti e potete andarli a vedere», sottolinea rivolgendosi ai cittadini. «Su internet ci sono i bilanci anno per anno, ci sono attività partecipate che sono state vendute ed erano in attivo. Io lo capisco benissimo, c'è una legge che lo dice: se un'attività partecipata è in passivo va venduta. Se l'attività invece è in attivo, perché viene venduta? A chi viene venduta? Chi ci guadagna?».
Oltre al bilancio sempre in attivo Seracini evidenzia il ruolo «economico e sociale» che aveva la farmacia, e anche lui sottolinea la scontistica, pur calcolando un valore leggermente inferiore a quello di Perazzetti («160 mila euro all'anno di agevolazioni per clienti svantaggiati»). Il caso della Farmacia comunale viene comunque considerato esemplare di tutto il tema programmatico, che vuole riproporre un secco «no» alla vendita di beni inalienabili. Per questo Seracini sottolinea che «se non vincerà il Movimento 5 Stelle, perderanno tutti i cittadini e vincerà la classe politica».

