STILLS OF PEACE ITALIA E PAKISTAN UNITI DALL’ARTE

ATRI. Videoarte, fotografia, installazione: i nuovi percorsi della ricerca accolti in uno dei più antichi musei ecclesiastici, scrigno di codici miniati, incunaboli e cinquecentine, antichi argenti,...
ATRI. Videoarte, fotografia, installazione: i nuovi percorsi della ricerca accolti in uno dei più antichi musei ecclesiastici, scrigno di codici miniati, incunaboli e cinquecentine, antichi argenti, paramenti, ceramiche. “Stills of Peace and Everyday Life. Italia e Pakistan: una ricerca del senso del contemporaneo”, mostra curata da Antonio Zimarino, Franco Speroni, Lavinia Filippi, Raffaella Cascella, viene inaugurata oggi a Atri alle ore 18.30 nel museo capitolare - cripta della cattedrale. Apertura al pubblico da domani al 10 settembre, tutti i giorni, negli orari 10-12, 15.30-19, 20.30-22.30. La collettiva, ambientata nel museo della grandiosa basilica romanico-gotica del XIII secolo, propone un confronto fertile di suggestioni tra le opere di artisti italiani e pakistani, una ventina di autori che attraverso i linguaggi contemporanei della fotografia, della videoarte, dell’installazione, ragionano su temi relazionali, sociali, esistenziali. Ne scaturisce una ricognizione della ricerca espressiva condotta da chi fa arte oggi in Pakistan, nonché un saggio dei percorsi estetici di autori italiani dell’area centro-adriatica, per lo più abruzzesi. Questi gli artisti: Iffat Almas, Farida Batool, Lali Khalid, Nadia Khawaja, Aroosa Naz Rana, Risham Syed, Sajjad Ahmed (provenienti da Lahore), Shalalae Jamil, Naiza Khan (entrambi di Karachi), Mobeen Ansari (Islamabad), i pescaresi Emanuela Barbi, Massimo Camplone, Sergio Camplone, Paolo Dell’Elce, Mandra Cerrone (Francavilla), Barbara Esposito (Isernia), Attilio Gavini (Teramo), Iacopo Pasqui (Firenze), Giovanni Sacchetti (Torino). «Nel mondo dell’arte ci sono tante mostre che ricordano, raccontano, urlano o ripetono» dicono gli ideatori e curatori «“Stills of Peace and Everyday Life” vorrebbe essere una mostra “che pensa” e fa pensare attraverso l’incontro inedito tra artisti italiani e la cultura visuale e immaginativa del Pakistan contemporaneo. Superando pregiudizi, distanze, diversità di formazioni culture e condizioni, nascono riflessioni sulla specificità e sulle comuni esigenze di dignità, significato, etica e rispetto, necessarie alla condizione umana. In arte come nel vivere l’apertura al confronto, quando sa e desidera affrontare le distanze reali e metaforiche con le altre culture, è occasione di crescita e apertura alla novità, formale e concettuale. È una via anche per ritrovare altri significati, incontrandosi sul terreno comune della ricerca dei valori». La mostra, promossa da Aria - Fondazione Industriale Adriatica, rientra nel circuito “Arte in Centro. Cultura contemporanea nei borghi e nelle città”. Tra le proposte parallele, laboratori di fotografia e arte (info 0854549859), visite guidate alla Atri sotterranea (ogni giovedì ore 17-19, fino al 10 settembre, info 0858780088, 3312342323), incontri con la cultura pakistana: venerdì 18 luglio (largo Cherubini, ore 18.30) “I Kalasha: gli ultimi pagani indoeuropei”, lectio magistralis dell’antropologo Alberto Cacopardo; sabato 6 settembre (teatro Comunale, ore 18.30) “Sulla tracce di Alessandro. Templi, tombe, fortezze e ripari dipinti dalla Valle dello Swat”, lectio di Luca Maria Olivieri, direttore della missione archeologica italiana in Pakistan.
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