Stipendi prof, l’annuncio di Valditara

Fino a 160 euro in più al mese, il ministro illustra il prossimo contratto collettivo nazionale
L'AQUILA . Fino a 160 euro di stipendio in più al mese per i docenti e il taglio del cuneo fiscale. Sono le novità annunciate ad Orizzonte scuola dal ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, in merito al rinnovo del prossimo Contratto collettivo nazionale. Al centro della proposta c’è un sostanziale aumento delle retribuzioni, con circa 3 miliardi di euro destinati a incrementare gli stipendi base del personale scolastico. Ma il piano del ministro va ben oltre il mero aspetto economico: si propone, infatti, una riforma strutturale del ruolo docente, abbandonando il concetto di «docente stabilmente incentivato» in favore di figure più flessibili e orientate al supporto didattico e all’implementazione dei piani formativi.
Un aspetto innovativo del piano è il sistema di incentivi misto che Valditara intende introdurre. Tale sistema amplierebbe la platea dei beneficiari, combinando compensi annuali per funzioni specifiche con incentivi stabili ottenibili al termine di un percorso pluriennale. L’obiettivo è chiaro: motivare e premiare l’impegno e la crescita professionale dei docenti nel lungo periodo. La formazione continua è un altro pilastro fondamentale della proposta: sarà potenziato il sistema di formazione professionale per i docenti, riconoscendo che un corpo insegnante costantemente aggiornato è essenziale per mantenere alta la qualità dell’istruzione. Il piano coinvolge anche il personale Ata e i Direttori scolastici: si prevede, infatti, la valorizzazione e il consolidamento dei nuovi ordinamenti per queste figure cruciali per il funzionamento delle scuole. Anche i Dsga beneficeranno di fondi dedicati alla loro valorizzazione a partire dal 2025, derivanti dalle economie del ridimensionamento della rete scolastica. Per realizzare questi obiettivi, il ministro dell'Istruzione e del Merito ha delineato un piano finanziario che va oltre gli stanziamenti della legge di bilancio. Sono previsti fondi aggiuntivi per la formazione, che partiranno da 14,6 milioni di euro nel 2023 per arrivare a 43,8 milioni annui dal 2026, con un’ulteriore iniezione di 50 milioni dai Programmi operativi complementari. Un altro aspetto del piano finanziario è l’utilizzo delle economie derivanti dalla riduzione dell’organico dovuta al calo demografico.
Tali risparmi, che aumenteranno progressivamente nei prossimi anni, saranno reinvestiti nella valorizzazione professionale dei docenti, partendo da 40 milioni nel 2026 fino a raggiungere 387 milioni annui dal 2031. Sotto il profilo economico, viene confermata «la destinazione di 3 miliardi di euro per l’aumento degli stipendi, che dovrebbe aggirarsi intorno ai 160 euro mensili per i docenti, a cui si aggiunge il taglio del cuneo fiscale», secondo quanto indicato dallo stesso ministro. (m.p.)

