Stop ai furbetti dell’Imu

Il 16 giugno scade l’anticipo: pagano anche i coniugi con residenze diverse
PESCARA. Per giovedì 16 giugno è fissata la scadenza per il versamento dell’acconto Imu del 2022. Un appuntamento che riguarderà decine di migliaia di contribuenti abruzzesi proprietari di immobili.
Ma è solo il primo round della tassa sulla casa. Per il saldo e conguaglio infatti ne riparlerà il 16 dicembre.
COSA CAMBIA.
Quest’anno però c’è una novità sostanziale: non vale più la “vecchia furbata” per cui i componenti del nucleo familiare spostano la residenza anagrafica o la dimora in immobili diversi.
In tal modo, nel passato, molti proprietari di più immobili facevano risultare questi ultimi prime case in modo da non pagare l’Imu. Erano, in parole semplici, i furbetti dell’imposta sulla casa. Da quest’anno invece i coniugi residenti in abitazioni diverse scelgono quale non deve pagare la tassa sulla casa e lo comunicano al Comune con la dichiarazione Imu.
La normativa, in sintesi, prevede che sia possibile avere una sola prima casa per ciascun nucleo familiare. Per questo nel caso in cui i diversi componenti abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale, o in altri comuni, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile.
LA NUOVA NORMA.
Il testo originario è stato modificato alla fine nel 2021. E la nuova norma sancisce che: «Nel caso in cui i componenti del nucleo familiare abbiano stabilito la dimora abituale e la residenza anagrafica in immobili diversi situati nel territorio comunale oppure in comuni diversi, le agevolazioni per l'abitazione principale e per le relative pertinenze in relazione al nucleo familiare si applicano per un solo immobile, scelto dai componenti del nucleo familiare».
Di fatto in questo modo si è risolta una questione annosa affrontata da diverse sentenze della Cassazione servite ai Comuni che, rilevando comportamenti elusivi, avevano avviato azioni di recupero. Il fenomeno era molto diffuso.
LA CACCIA AGLI EVASORI.
Per anni i Comuni hanno quindi dato la caccia a chi aggirava la tassa. E lo hanno fatto anche ricorrendo a indagini sui consumi di luce, gas e acqua. In altre parole, in base al vincolo relativo all'abitazione del nucleo familiare, nel caso di coniugi anagraficamente residenti in comuni diversi, qualora l'ente avesse accertato, attraverso una verifica dei consumi, che lo “spacchettamento” del nucleo familiare fosse avvenuto solo per eludere l’Imu sulla seconda casa di vacanza, avrebbe avuto il diritto di recuperare le imposte non versate.
La novità introdotta quest’anno ha però dato sia lo stop ai furbetti dell’Imu sia alla necessita dell’ente di ricorrere alle verifiche incrociate di dati. Ma soprattutto ha finalmente escluso, anche per il futuro, l'incertezza interpretativa generata dalla norma originaria. (u.c.)

