«Stop al mercatino dei senegalesi»

Cittadini e negozianti presentano 350 osservazioni per correggere il progetto
PESCARA. Riparte la battaglia contro il nuovo mercatino dei senegalesi che dovrà nascere nell’ex sottopasso di via Ferrari, adibito in passato a parcheggio coperto per la stazione centrale. Stavolta i protagonisti sono cittadini e commercianti che hanno presentato, entro la scadenza dei termini fissata nella giornata di ieri, ben 350 osservazioni al progetto in variante al prg finora solo adottato dal consiglio comunale.
Le osservazioni puntano a modificare in maniera sostanziale o, addirittura, a cancellare la scelta del mercatino etnico nel sottopasso. Ma sarà l’assemblea civica a decidere se accogliere o meno le singole proposte di correzione. Dopodiché, dovrà essere approvata l’apposita delibera eventualmente modificata.
E il centrodestra vede la possibilità in questi passaggi di poter bloccare il progetto, contestato sin dal primo momento. «La partita del nuovo mercatino etnico», ha avvertito il capogruppo di Forza Italia Marcello Antonelli, «è ancora tutta aperta e da giocare. Contrariamente a quanto sostiene la maggioranza, che vuole far passare come un atto definitivo e irrevocabile l’adozione della delibera in variante al piano regolatore». «Sappiamo», ha affermato, «che le associazioni di categoria dei commercianti si sono organizzate e in piena autonomia hanno preparato le proprie osservazioni tecniche contro la delibera, con l’obiettivo di fermare quella vergogna che rappresenta la mannaia finale sugli imprenditori del commercio».
E il centrodestra intende sfruttare l’occasione delle 350 osservazioni per riaprire lo scontro con la maggioranza in consiglio comunale. «Gli uffici comunali», hanno scritto in una nota i consiglieri di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara futura, «dovranno aprire la procedura per cominciare ad esaminare, una ad una, tutte le osservazioni e siamo pronti a passare anche Ferragosto e Natale in aula consiliare per fermare quel mercatino, che sarà l’ennesima vergogna per la città». «Ghettizzare gli aspiranti ambulanti extracomunitari sotto un tunnel ferroviario», hanno aggiunto, «non significa integrarli con il tessuto sociale e commerciale pescarese, ma significa solo rischiare di favorire un nuovo concentrato di illegalità».
Critiche e perplessità sul nuovo mercatino erano state espresse in passato anche dalle associazioni di categoria dei commercianti. «Avremmo preferito», aveva detto il presidente della Confesercenti Raffaele Fava nel marzo scorso, «che le priorità per il commercio venissero decise insieme ai commercianti, e così non è stato. Ma dopo l'approvazione del nuovo mercato di prodotti etnici, il Comune ha dimostrato che, di fronte a quelle che ritiene emergenze, riesce a trovare risorse e soprattutto ad abbattere i tempi della burocrazia. I commercianti aspettano che questa amministrazione investa risorse fresche da 2 anni e mezzo: di fronte alla soluzione rapida data per il mercatino etnico, a questo punto si rende necessario uno stanziamento straordinario, non inferiore a 250mila euro, per il commercio urbano in centro ed in periferia».
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