Stop al Reddito per 3.600 Ecco l’assegno sociale e la formazione lavoro

20 Dicembre 2023

Per aiutare i cittadini a individuare i requisiti e a stilare le domande il Comune attiva da domani uno sportello per gli ex percettori

PESCARA . Garantire informazioni e supporto ai cittadini di Pescara, chiarire dubbi, ma anche rilasciare le attestazioni che servono per accedere alle misure di sostegno economico che dal primo gennaio andranno a sostituire il reddito di cittadinanza che a Pescara è stato percepito da 3.682 nuclei familiari. Con quest’obiettivo, in una fase di transizione delicata, in continua evoluzione, con nuove indicazioni che arrivano ai Comuni da Roma quasi giornalmente, il settore Politiche sociali del Comune ha attivato da domani (primo piano ex Palazzo Inps) uno sportello di segretariato sociale dedicato all’assegno di inclusione. Il servizio sarà operativo il lunedì, il martedì e il giovedì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 17 del martedì.
La novità è stata annunciata ieri all’Aurum, nella prima delle due giornate (si prosegue oggi) che il Comune ha organizzato per illustrare le novità ai beneficiari, in particolare ai circa 300 cittadini che in questi anni sono stati impegnati nei progetti di utilità collettiva. «Abbiamo pensato a questa due giorni per rispondere ai dubbi dei cittadini», commenta il vicesindaco Adelchi Sulpizio, «e per dire grazie a coloro che hanno svolto servizi per il Comune». «Con le nuove normative ci sono delle possibilità che dovranno essere utilizzate», ribadisce il sindaco Carlo Masci. «Apriremo uno sportello a disposizione di coloro che si trovavano nelle condizioni di ottenere il reddito e che oggi devono cambiare il percorso per arrivare allo stesso obiettivo, perché a Pescara non deve essere lasciato indietro nessuno».
REQUISITI E BENEFICIARI Potranno accedere allo sportello tutti quelli che hanno percepito il Reddito e che devono capire se hanno i requisiti per ottenere la nuova misura (le domande sono aperte da lunedì). Dovranno rivolgersi al servizio anche quanti necessitano di un’attestazione delle condizioni di svantaggio che dovrà essere presentata per ottenere l’assegno. «Il decreto attuativo è recentissimo perché è uscito il 16 dicembre», ricorda Roberta Pellegrino, responsabile servizio Programmazione sociale, «e quindi abbiamo promosso due giornate per spiegare agli interessati come funziona. La platea del reddito di cittadinanza si è divisa in due. Una è quella che ha accesso all’assegno di inclusione. La seconda è di coloro che possono accedere al supporto formazione lavoro. L’assegno di inclusione è una misura che riguarda le categorie di fragilità. È erogato per 18 mesi, rinnovabili».
L’ASSEGNO DI INCLUSIONE L’assegno di inclusione è rivolto ai nuclei familiari che hanno un componente con disabilità, un minorenne, una persona di almeno 60 anni o un soggetto fragile. La condizione di fragilità riguarda le donne vittime di violenza, persone con disturbi mentali, in carico ai servizi sociosanitari o sociali, con dipendenze inserite in percorsi di riabilitazione, ex detenuti o senza fissa dimora. Svantaggi che devono essere attestati dagli Enti e per questo il Comune ha attivato lo sportello.
FORMAZIONE E LAVORO Il secondo intervento, in vigore dal 1° settembre è il Supporto per la Formazione e il Lavoro (Sfl), ossia un contributo di 350 euro per 12 mesi, per coloro che hanno tra i 18 e i 59 anni, che possono e dimostrano di lavorare e che hanno un Isee non superiore ai 6mila euro. A questa platea si è concentrato ieri all’Aurum l’intervento di Luca Bucciarelli, funzionario del Centro per l’impiego. «Per percepire questa indennità bisogna svolgere una misura di politica attiva, tra cui i Puc, il servizio civile, la formazione, attività di orientamento e auto impiego». È stata attivata una piattaforma in cui le attività svolte vengono segnalate dai possibili beneficiari, perché «l’erogazione di questa indennità», chiarisce», avviene solo se le politiche attive sono registrate. Dal 1° settembre ad oggi sono state già presentate circa 250 domande nella provincia. È importante», continua, «che si capisca che è l’interessato a doversi attivare per la ricerca del lavoro. Va detto che l’assunzione da parte delle aziende produce sgravi contributivi di 12 mesi».