Stop al risarcimento per i loculi invenduti

L’amministrazione vince la causa contro la società costruttrice, ma scoppia la polemica con i 5 Stelle
PESCARA. Una sentenza del tribunale ha respinto il ricorso dell’impresa Fidia, che si era rivolta ai giudici per chiedere, nel contesto di un project financing risalente al 2007, il pagamento al Comune dei loculi e delle tombe rimasti invenduti al cimitero di San Silvestro. Ma, appena si è diffusa la notizia è scoppiata una polemica tra amministrazione comunale e Movimento 5 Stelle. «Con la sentenza di merito», ha detto la capogruppo M5S Erika Alessandrini, «finalmente i giudici hanno ripristinato la piena legalità dei rapporti tra concedente e concessionario, stabilendo che l'articolo della concessione che prevedeva l'acquisto da parte dell'ente delle centinaia di loculi residui fosse illegittimo e che quindi al privato non toccasse nemmeno un euro di ristoro e il Comune tornasse gratuitamente in possesso dei loculi realizzati, ma non venduti dal privato. La sentenza del Tar ha anche ammutolito l'amministrazione Masci che con il privato concessionario aveva più volte intavolato una trattativa per un accordo che evitasse di far esprimere il Tar e che sarebbe costato comunque milioni di euro ai pescaresi. Per fortuna, mentre la politica si confrontava e cercava accordi con il privato a scapito delle casse comunali, non credendo a chi all'interno della struttura amministrativa dell'ente riteneva il Comune forte in sede giudiziaria, i funzionari dell'Avvocatura sono andati dritti per la loro strada, portando il Comune di Pescara alla vittoria giudiziaria».
Pronta la replica del consigliere di Forza Italia Claudio Croce. «Credo non sia mai successo a nessuna amministrazione d’Italia», ha affermato Croce, «di essere criticata per aver vinto una controversia legale con un soggetto privato e, pertanto, per aver evitato un esborso di risorse pubbliche di circa 2,5 milioni di euro. La notizia positiva ribaltata e trasformata in strumentalizzazione è il segno del livello sconcertante della politica che il M5S mette in atto, anche quando ci sarebbe invece da essere positivi». «La realtà», ha proseguito Croce, «è che i grillini continuano a portare avanti la politica delle insinuazioni da bar, delle mezze verità captate nei corridoi del Comune, atteggiamento tipico degli origliatori di professione. E per di più, oggi elargisce giudizi nei confronti di questa amministrazione, “colpevole” di essersi viste riconosciute le proprie ragioni in una delle numerose situazioni sospese che ha ereditato».

