Stop anche alle messe, rinviato un battesimo

9 Marzo 2020

Alla chiesa della Visitazione don Cristiano celebra l’ultima liturgia. Fedeli sparpagliati tra i banchi  

PESCARA. Sospese anche le messe, a partire dal pomeriggio di ieri, secondo le disposizioni del Vicariato di Roma.
Ha fatto giusto in tempo il piccolo Leonardo, tra le braccia di mamma Giorgia e papà Valerio, a ricevere il sacramento del battesimo ieri alle 11 da don Cristiano Marcucci in una chiesa della Visitazione di Maria, a Zanni, semivuota. Nel luogo di culto i fedeli hanno scelto, per precauzione, di sedere posizionati a banchi alternati per rispettare le direttive ministeriali e per sicurezza personale. Addirittura in piedi contro le pareti, malgrado i posti vuoti. L’ultima messa, fino a nuovo ordine, per colpa del coronavirus. La chiesa di Zanni è solitamente stracolma durante le funzioni liturgiche domenicali, ma il morbo, ora, fa troppa paura. Il secondo battesimo previsto per ieri è saltato e tanti parenti hanno dato forfait. A poche ore dall’annuncio ufficiale del Vaticano, don Marcucci lo aveva anticipato sull’altare: «Forse a breve arriverà la notizia della sospensione delle messe» dopo le attività di catechesi e la somministrazione dell’ostia sulle mani, invece che direttamente in bocca, secondo le direttive della Ceam, la Conferenza episcopale Abruzzo-Molise, rese note nei giorni scorsi. E quando è arrivato il momento di scambiarsi il segno della pace, don Cristiano, che durante l’omelia ha citato Dante, Beatrice e Teresa di Calcutta per raccontare «la bellezza e la luminosità dei vostri volti», ha chiesto, invece, il minuto di silenzio «con la pace che parte del cuore», trasformando così il secolare rito. Novità che è piaciuta ai presenti. Fabrizio e Cecilia: «La forza del cuore funziona sempre, utilizziamo questa occasione per ripensare certe simbologie». Durante il battesimo «non facciamo l’immersione per prudenza»: don Cristiano ha preso in braccio il piccolo Leonardo circondato dai familiari, nonni e padrini (Roberta, Sergio, Francesca, Vittoria, Alberto e il fratellino Francesco), ma avrebbe voluto abbracciare anche gli altri pargoli che cercavano di avvicinarlo. «Si sente nell’aria un tempo particolare», ha scandito dal pulpito il carismatico parroco alla piccola folla di circa 150 persone, «mai vissuta una paura sistemica di dimensioni planetarie che aggancia le nostre paure più profonde». La liturgia è stata accompagnata dai canti del coro della Visitazione diretto dal maestro Aurelio De Luca. (c.co.)