«Stop opere idrauliche sul fiume»

Cepagatti, mozione votata all’unanimità per dire no al progetto della Regione
CEPAGATTI. Il Consiglio comunale di Cepagatti vota all'unanimità una mozione per dire "no" alle casse di espansione sul Pescara che la Regione vuole realizzare per evitare alluvioni in caso di esondazione del fiume. Maggioranza e opposizione unite nella battaglia contro il progetto di sistemazione idraulica che prevede, tra Cepagatti e Rosciano, la realizzazione di 5 casse di espansione e bacini artificiali di sfogo del fiume.
Opere che consentiranno di ridurre la portata durante le piene con gli invasi temporanei delle acque nelle aree adiacenti. Per l'intervento, il governo Renzi ha stanziato più di 54 milioni di euro. Ma, così come progettati, per i Comuni di Cepagatti e Rosciano, i lavori penalizzano il territorio circostante. Una formale richiesta di sospensione delle procedure per il via libera agli interventi è stata inoltrata al governo regionale «per valutare eventuali criticità e gli effetti della procedura espropriativa».
«La nostra sollecitazione è stata subito raccolta dal sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Mario Mazzocca, che si è fatto promotore di un tavolo tecnico-istituzionale al quale parteciperanno i rappresentanti dei quattro territori interessati dal progetto», spiega il sindaco di Cepagatti, Sirena Rapattoni, che nei giorni scorsi ha convocato un incontro in municipio con la partecipazione, oltre dei primi cittadini di Rosciano, Chieti e Manoppello, dei tecnici della Regione, delle organizzazioni di categoria e i proprietari dei terreni.
«Non è possibile che un Comune virtuoso, che ha vigilato in maniera rigorosa per impedire la cementificazione dei propri argini, diversamente da altri Comuni come Spoltore debba oggi pagare i danni causati da altri» si legge in un documento congiunto del gruppo consiliare Insieme per Cepagatti e del capogruppo regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri. «Nella discussione generale in aula abbiamo precisato che, se proprio non riusciremo a fermare l'opera, comunque la Regione deve prevedere un adeguato risarcimento-ristoro a favore del Comune, ma anche dei singoli proprietari i cui terreni diventeranno inutilizzabili. Abbiamo inoltre chiesto all’amministrazione comunale di nominare un legale che potrà rappresentare tutti i singoli proprietari con un ricorso al Tar contro il cantiere».
Gabriella Di Lorito
©RIPRODUZIONE RISERVATA

