Strada fantasma, processo zoppo: il superteste non può più deporre

Il geometra Cantagallo che fece scattare l’inchiesta e il sequestro nel 2008 dell’opera da 22 milioni non è in grado di rispondere alle domande del tribunale a causa delle sue condizioni fisiche
PENNE. Dopo sette anni dall'inizio del processo sulla mare-monti, dopo la prescrizione dei reati sentenziati per tutti gli imputati, e dopo una lunga serie di rinvii dovuti all'impossibilità di ascoltare il teste chiave del procedimento, ieri finalmente è arrivata la decisione del tribunale. Giuseppe Cantagallo, il geometra che diede il via all'inchiesta che fece scattare nel 2008 il sequestro della cosiddetta strada fantasma (un'opera da 22 milioni di euro cominciata nel 2008 per collegare l'entroterra vestino alla costa e bloccata appena 4 mesi dopo per l'invasione delle ruspe nell'area protetta della riserva di Penne) e nel 2010 all'arresto dei principali imputati, non verrà mai a testimoniare in tribunale.
La perizia a cui il collegio ha voluto sottoporre di nuovo il testimone, effettuata dallo psichiatra Raffaele De Leonardis, ha stabilito che Cantagallo, per la sua patologia, non è in grado di presenziare in tribunale e quindi di seguire il processo ed essere soprattutto interrogato. Un processo iniziato nel lontano 2013, rimasto senza imputati come persone fisiche dopo la prescrizione di tutti i reati contestati; resta in piedi soltanto contro le società di Carlo Strassil e quella di Carlo Toto, che hanno ancora una serie di beni sotto sequestro.
Originariamente il processo partì con imputati eccellenti come appunto Carlo, Alfonso e Paolo Toto, con Luciano D'Alfonso (all'epoca dei fatti era addirittura presidente della Provincia) e con il progettista Strassil, il responsabile del procedimento ed ex provveditore delle opere pubbliche della Toscana, Fabio De Santis, il commissario straordinario Valeria Olivieri, il membro del cda della Toto, Cesare Ramadori, il direttore dei lavori Paolo Lalli, e il dirigente Anas Angelo Di Ninni. Tutti prosciolti per prescrizione, anche se Carlo Toto e D'Alfonso rinunciarono alla prescrizione e vennero assolti nel merito dalla Corte d'appello dell'Aquila. Adesso, si torna in aula il 22 febbraio per ascoltare una lunga serie di testimoni della difesa. Il pm è Salvatore Campochiaro.
Cantagallo, peraltro, non presenzierà neppure al processo che lo vede imputato per estorsione nei confronti di D'Alfonso, proprio in relazione al processo mare-monti. Nel processo figurano imputati anche sua moglie e la figlia, oltre a un medico aquilano, perché avrebbero brigato per evitare, con falsi certificati, di far testimoniare Cantagallo, che nel frattempo aveva avuto un ictus.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

