Strada Mare-Monti rinviato il processo a D’Alfonso

PESCARA. E’ ripreso ieri mattina il processo che ruota attorno alla Mare-Monti, la strada fantasma di Penne. E’ questo l’ultimo processo che vede imputato Luciano D’Alfonso, in veste di ex presidente...
PESCARA. E’ ripreso ieri mattina il processo che ruota attorno alla Mare-Monti, la strada fantasma di Penne. E’ questo l’ultimo processo che vede imputato Luciano D’Alfonso, in veste di ex presidente della Provincia finito nell’inchiesta insieme ad altre 10 persone. L’udienza di ieri di fronte al tribunale presieduto da Antonella Di Carlo, dopo l’ammissione delle prove, è stata rinviata al 17 giugno alle 10 per il giuramento di un consulente incaricato dal pm di trascrivere alcune intercettazioni. Ma l’udienza, iniziata alle 12, è stata sospesa per qualche minuto in seguito alla strage nel tribunale di Milano di ieri mattina. Dopo poco il processo è ripreso per essere quindi rinviato a giugno.
Accanto a D’Alfonso, accusato di truffa e falso nelle vesti di ex presidente della Provincia di Pescara, sono imputati anche gli imprenditori Carlo, Alfonso e Paolo Toto. Le altre persone coinvolte nel processo sono il progettista della strada Carlo Strassil, l'ex provveditore alle opere pubbliche della Toscana Fabio De Santis, responsabile del procedimento (coinvolto nell'inchiesta sulla cricca del G8 della Maddalena), Valeria Olivieri, commissario straordinario, Cesare Ramadori, del cda della Toto, Paolo Lalli, direttore dei lavori, Michele Minenna, dirigente Anas e Angelo Di Ninni, incaricato dalla Provincia di Pescara di valutare l'incidenza ambientale della variante.
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