Strada parco, una giungla sotto le case

Residenti esasperati: «Il canneto va tagliato, serve una bonifica. Sono a rischio sicurezza e salute, ma nessuno ci ascolta»
MONTESILVANO. Una giungla proprio sotto le finestre, e i residenti non sanno più a chi rivolgersi. È il disagio lamentato dagli abitanti di via Flumendosa, una traversa che collega corso Umberto al lungomare di Montesilvano, attraversando la Strada parco. Ed è proprio all’altezza dell’incrocio con la via ciclopedonale che sorge il problema di chi vive nella zona.
Si tratta di un ampio terreno incolto, dove le piante hanno raggiunto dimensioni impressionanti, così come le erbacce, trasformando l’area in una vera e propria giungla. In particolare, a rappresentare un disagio per i residenti di via Flumendosa è un enorme canneto alto più dei segnali stradali e quasi quanto i lampioni. La fitta vegetazione spunta addirittura sulla Strada parco e rende difficile anche il passaggio in automobile – nel breve tratto in cui la strada è carrabile – dal momento che le canne occupano parte della carreggiata e nascondono la visuale.
Ma i problemi dei residenti, come raccontano loro stessi, sono anche altri. Innanzitutto c’è un disagio legato alla presenza di insetti, in particolare zanzare, che in questa zona trovano un habitat naturale molto favorevole, con buona pace di chi ha l’abitazione che affaccia proprio su questo terreno.
C’è poi un altro problema lamentato dalle persone che vivono in via Flumendosa, nelle strade limitrofe o da chi è solito percorrere la Strada parco: il rischio che nel canneto possa nascondersi qualche malintenzionato. Un rischio potenziale soprattutto nelle ore serali e notturne, vista la fitta vegetazione. Con l’avvicinarsi dell’inverno, inoltre, il problema è ancora più sentito ed evidente dal momento che fa buio prima e già dal pomeriggio.
L’area incolta, infine, è diventata anche ricettacolo di immondizia dal momento che è impossibile addentrarsi nel canneto per rimuovere cartacce e rifiuti accumulati con il tempo dal vento e dagli incivili. Per tutte queste ragioni i residenti rivelano di essersi rivolti più volte alla polizia locale per segnalare il problema, nella speranza che l’area potesse essere bonificata. Ma finora gli appelli degli abitanti sono puntualmente caduti nel vuoto.
«Siamo esasperati», confessano, «non sappiamo più a chi rivolgerci per far tagliere le erbacce e ridurre il canneto. Oltretutto c’è un’aria pericolosa e insalubre e per questo chiediamo al Comune di Montesilvano di intervenire il prima possibile».
Non è la prima volta che i residenti della città adriatica sono costretti a fare i conti con l’incuria dei privati e l’assenza di manutenzione dei terreni. Eppure in città dal 2013 vige un’ordinanza che impone ai proprietari o conduttori di terreni ricadenti nelle aree urbane del territorio di procedere, a propria cura e spese, al taglio costante della vegetazione incolta. La sanzione prevista per il mancato sfalcio periodico dei terreni, con successivo obbligo di asportazione dei residui, ammonta a 300 euro. Dopo le diffide al rispetto dell’ordinanza, l’ente è spesso intervenuto per fare pulizia, rivalendosi poi sui privati. È quanto accaduto, ad esempio, nei mesi scorsi nella nota “giungla” di via Martiri di Ungheria, che è stata bonificata.
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