Strada Pendolo, sbloccati lavori per 5 milioni di euro

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PESCARA. L’amministrazione comunale ha scritto finalmente la parola fine sul lunghissimo contenzioso per il palazzo di giustizia. Dopo vent’anni di ricorsi nei tribunali, lodi, arbitrati e decine di chili di carte bollate, ieri è stato firmato l’atto di transazione tra il Comune, il consorzio Sapro in qualità di concessionario e l’impresa esecutrice dei lavori Astaldi, capogruppo dell’Ati composta da Matarrese, Salini costruzioni e Toto, per chiudere tutte le liti pendenti.
Un accordo che costerà al Comune 6.768.000 euro da versare alle imprese. Somma che, comunque, consente un risparmio all’ente di ben 2.600.000 euro rispetto a quanto stabilito dai tribunali. Dalla cifra da pagare è stato escluso anche il computo degli interessi. Ma non è finita qui. Le imprese, grazie alla transazione, si sono impegnate a completare i lavori, cioè a sostituire 24mila metri quadrati di lastre in marmo pericolanti, e in parte già crollate, che ricoprono le facciate del mastodontico edificio con altre lastre in gres porcellanato delle stesse dimensioni e di uguale effetto estetico. Dopodiché, si potrà procedere al collaudo, finora mai realizzato, del palazzo di giustizia conferendogli la piena agibilità.
Per questo, è stato definito dall’amministrazione comunale un accordo storico. Ieri, erano presenti alla firma i principali protagonisti di questa operazione andata a buon fine. Oltre al sindaco Marco Alessandrini, al vice sindaco Antonio Blasioli, al dirigente del settore Patrimonio del Comune Pierpaolo Pescara, c’erano la responsabile dell’Avvocatura comunale Paola Di Marco, i consulenti legali esterni Osvaldo Prosperi e Carlo Montanino, che seguono da anni il lungo contenzioso. In rappresentanza delle imprese, invece, c’erano Gabriele Paolo direttore del consorzio Sapro, Marco Foti direttore generale della Astaldi spa. Presente inoltre il presidente della Regione Luciano D’Alfonso, che ha seguito la vicenda anche come sindaco della città, dal 2003 al 2008. «Questa è una giornata emozionante al pari dell’inaugurazione del ponte Flaiano», ha detto il sindaco, «l’accordo è una questione eccezionale che pone fine a un contenzioso durato vent’anni. Due questioni fra tutte. La prima è il risparmio di 2,6 milioni sulle somme che si sono sviluppate in tanti anni di contenzioso. Altrettanto importante è la possibilità di eliminare l’invalidità civile del tribunale». «Come Comune», ha affermato, «verseremo 6.768.000 euro. Somma che ha piena copertura nel nostro bilancio, perché abbiamo considerato tutta la situazione economica dell’ente durante questi tre anni di procedura di riequilibrio. L’amministrazione si riserva ora di agire per portare a carico del ministero della Giustizia tutti gli oneri che riguardano la manutenzione dell’intera struttura».
«Questa opera», ha aggiunto D’Alfonso, «è un’infrastruttura che consente il diritto alla giustizia, è una delle più grandi opere a rilevanza urbana concepita, progettata e messa in esercizio. Forse, una punta di gigantismo c’è stata. Noi abbiamo saputo metterla in esercizio, nonostante l’incompiutezza del collaudo».
«Nel 1990», ha ricordato Prosperi, «mi fu chiesta una consulenza e io diedi il mio placet. Prima di fare le consegne dell’opera, l’ho vissuta come una mia seconda casa».
Grande soddisfazione è stata espressa anche dai rappresentanti delle imprese. «Sono 44 anni che faccio questo mestiere», ha fatto presente Foti, «ho costruito opere in tutta Italia e mai una è rimasta senza collaudo. Ho ritenuto necessario chiudere il contenzioso proprio per questo». «C’è stato un interesse comune», ha concluso Paolo, «a chiudere la vicenda nel modo migliore, dal punto di vista sia tecnico, che amministrativo».
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