Strade chiuse da cassonetti e cartelli errati

23 Luglio 2018

Caos in centro tra via Farina, via San Pietro e via Martiri di Ungheria. L’ex comandante Agostinone: servono interventi

MONTESILVANO. È chiusa da anni. Sbarrata da divieti ed enormi blocchi di cemento, via San Pietro, un chilometro di asfalto e cemento stretto tra via Sospiri e le arterie stradali intorno alle Ferrovie. Il passaggio è possibile solo ai pedoni e alle biciclette. Sergio Agostinone, ex comandante della polizia municipale e presidente dell’associazione Montesilvanesità, chiede all’amministrazione comunale guidata da Francesco Maragno che il tratto venga riaperto al traffico veicolare «perché diventerebbe un’importante arteria di collegamento tra via Sospiri, piazza Indro Montanelli, via D’Annunzio e la statale 16 nella zona ferroviaria».
Poi c’è via Giuseppe Farina, budello di «strada pubblica bloccata da una fila di cassonetti dell’immondizia». Si entra da via Sospiri ma non si esce su via Giovanni Chiarini. Anche la parte terminale di via Croce ha l’ingresso vietato, ma solo agli automobilisti di passaggio. Se venisse riaperta, lungo la via si aprirebbe un varco di collegamento tra via Sospiri e via D’Annunzio, importante arteria che conduce al municipio. Tornando a via San Pietro, il tratto di cemento che costeggia via Sospiri è circondato da un canneto che insiste su terreni privati. Agostinone suggerisce di «ripulire e bonificare l’area, allargare la carreggiata e far avanzare la scalinata verso l’interno della piazza».
Con la strada riaperta al traffico, gli automobilisti potrebbero scegliere di proseguire in direzione del mare «dove per sicurezza, però, si dovrebbe chiudere uno dei tre ingressi del parco Giovanni Paolo II, quello che dà su piazza Montanelli». Oppure attraversare piazza Montanelli e proseguire in senso rotatorio in direzione di via Almirante, oggi a doppio senso di circolazione, ma «che sarebbe meglio diventasse a senso unico». Lungo via San Pietro, chi esce da un parcheggio privato ad uso pubblico, proprio nel tratto laterale di palazzo Baldoni, trova la visuale bloccata dai cassonetti. Quindi, il punto, davanti la piazza del mercato, «diventa estremamente pericoloso».
Altro punto critico, è una stradina senza nome che costeggia il caffè Florian e sfocia su piazza Baldoni. Un tratto, questo, «attraversato in velocità da auto, pedoni e bici». Proseguendo in direzione del mare, via San Pietro attraversa il retro del municipio. All’angolo tra via Martiri di Ungheria, la segnaletica è ricoperta di erbacce. Il punto «altamente pericoloso», secondo Agostinone, è dall’altra parte della carreggiata dove si trova via Martiri Volpe, un piccolo tratto di strada che collega via San Pietro a via San Domenico, il cui accesso è impedito da un divieto. I cartelli stradali indicano che si può andare dritto verso la statale oppure a sinistra verso via Martiri di Ungheria. Invece, non sono poche le auto che svoltano a destra per raggiungere un parcheggio ad uso pubblico. Delle strade da riaprire si occuperà, come ha anticipato lui stesso al Centro, l’assessore ai Lavori Pubblici Valter Cozzi.
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