Strade chiuse, i residenti: riaprite subito alle auto

24 Agosto 2020

Montesilvano. È lungo l’elenco di vie sbarrate da paletti, ringhiere e cassonetti L’assessore Aliano possibilista: «Stiamo lavorando al piano urbano del traffico»

MONTESILVANO. Sbarrate con i paletti, le ringhiere di ferro, i segnali di divieto, le campane di cemento e addirittura con i cassonetti dell’immondizia.
A Montesilvano ci sono tante strade che per svariate ragioni, politiche o di opportunità, negli anni sono state chiuse e rese off limits alle automobili. Strade in salita come via La Farina, separata da via Giovanni Chiarini da una fila di bidoni della spazzatura. Oppure con leggeri pendii come via San Pietro, angolo via Chiarini, o una traversa di via Settembrini con vecchie e scolorite recinzioni a chiudere i passaggi consentiti solo a pedoni e ai residenti.
Viuzze asfaltate di antico «chiuse da anni senza una ragione, se non politiche o di opportunità», sostengono i residenti che chiedono al Comune «la riapertura di queste strade alle automobili, per alleggerire il traffico nelle vie circostanti».
E dall'amministrazione comunale arriva immediata la risposta dell’assessore all’Urbanistica Anthony Hernest Aliano: «Stiamo lavorando al piano urbano del traffico, che Montesilvano non ha. Valuteremo la possibilità di riaprire alcune strade, ma l’operazione ha bisogno di una attenta pianificazione».
Tra le arterie che potrebbero essere rese accessibili al passaggio del traffico veicolare, vengono segnalate via San Pietro nei due sensi di marcia, via Benedetto Croce, via Piceni «che se sfociasse su via Cavallotti sarebbe una soluzione ideale di collegamento» tra la Vestina e la zona industriale sul Saline; via La Farina; una traversa di via Saragat parallela a via Verrotti che si ricollega ai Colli; una traversa di via Di Vittorio (zona nuovo distretto sanitario); una traversa di via Cavallotti e un’altra di via Settembrini, oltre a via Lago di Bracciano che scorre sul Fosso Mazzocco e sfocia sulla strada parco, lato monte e sul lungomare Aldo Moro.
«Se via Lago di Bracciano venisse riaperta», per i residenti, «si creerebbe un’arteria che dal mare attraverserebbe via Saline, il pezzo di strada parco vicino al Pala Roma e via Vomano per ricollegarsi alla Nazionale, con la possibilità di ritrovarsi in pochi attimi sulla circonvallazione», evitando così il traffico e il semaforo macina multe di via Adige.
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