Strisce sbiadite e deformate: attraversare è un rischio

Scarsa manutenzione: passaggi pedonali quasi invisibili in tutte le zone della città Il vice sindaco ammette il problema ma allarga le braccia: i fondi sono pochi
PESCARA. Più stelle - di dolore, per gli infortuni, quando non va peggio - che strisce, a Pescara. Dove per strisce s’intendono quelle pedonali. È quanto emerge da un reportage del Centro effettuato in alcune zone della città, a partire dal centro cittadino, e dal quale viene fuori che le strisce pedonali, quando ci sono, sono o sbiadite o deformate dai rizomi dell’asfalto, o ricoperte di bitume, per via di lavori successivi, oppure, anche, collocate in punti che potrebbero risultare pericolosi.
Nei pressi del tribunale, semplicemente le automobili sfrecciano neanche accorgendosi che nei pressi della rotatoria vi è l’asfalto zebrato, come pure in via Ferrari, dove il fermarsi per far passare i pedoni, oltre a esporre al rischio di farsi tamponare da chi segue, mette a repentaglio la sicurezza dei pedoni che potrebbero essere falciati dalle auto che sorpassano chi vuole rispettare il codice della strada (e nella zona, soprattutto nelle ore di punta, ci sono gli studenti dell’iis Acerbo che attraversano).
E delle strisce di via De Gasperi, a qualche metro dal sottopasso che congiunge con via Ferrari? Sono rimaste solo le tracce, tra un avvallamento e un altro, dove i pedoni si appostano da un’estremità per scorgere l’arrivo delle auto e solo dopo, con scatto felino, si buttano nell’attraversamento. Ma il refrain si ripete dappertutto
. Se si escludono le curiosità delle doppie strisce pedonali, come in via Maestri del lavoro d’Italia, oppure su via Nazionale adriatica nord, nei pressi di via Solferino, lo stesso accade in viale Marconi, ad esempio all’incrocio con via Italica e via Masci, o in viale D’Annunzio, come davanti al numero civico 285, o nei pressi dell’incrocio con corso Manthoné, per non parlare degli incroci tra via Rieti e via Latina, o tra corso Vittorio Emanuele e via Pisa e via discorrendo. Insomma, sembra che Pescara non sia una città per pedoni. I primi ad accorgersene, naturalmente, i cittadini. Come fa notare Andrea Monti, avvocato ed esperto di infortunistica, il quale rileva che «il ponte Capacchietti, prima dei lavori, si poteva attraversare. Mentre ora lo si può attraversare solo dal lato nord, dove però le strisce pedonali sono poste all’imbocco e all’uscita della rampa. Dunque», conclude Monti, «il rischio, per i pedoni, è elevatissimo». Heidi Cameron, invece, cittadina di Francavilla al mare, segnala «delle strisce ormai consumate in una zona non illuminata di fronte alla casetta della capitaneria di porto, a Pescara, tra le due rotatorie di fronte a un negozio di articoli da sub. A giorni alterni», racconta, «dopo il lavoro che svolgo a Pescara, alle 19 riparto per Francavilla correndo a piedi, indossando dei vestiti ad alta visibilità. Ma ogni volta rischio di essere investita su quelle strisce».
Più o meno lo stesso da Dino Potenza, riferendosi a via Cetteo Ciglia. «Da diversi anni», evidenzia Potenza, «la manutenzione non viene effettuata e i poveri pedoni attraversano la strada con il rischio di venire investiti. Il motivo, oltre al fatto che la segnaletica è cancellata, è che le vetture in transito non rispettano i limiti di velocità. Tra l’altro», aggiunge, «non si vede mai un vigile di servizio».
I numeri, per fortuna, almeno quelli resi noti dalla polizia municipale, dicono che gli incidenti tra automobili e pedoni, sulle strisce e no, negli ultimi tre anni sono in diminuzione. Se nel 2013, in totale, in città gli investimenti sono stati 89 (38 sulle strisce), l’anno scorso sono scesi a 61 (24 sulle strisce), mentre finora, quest’anno, siamo a 51 (16 sulle strisce). E i soldi, in Comune, per la segnaletica, praticamente non ci sono. Se non spiccioli. «Risentiamo, purtroppo, del fallimento economico dell’ente», precisa il vice sindaco Enzo Del Vecchio. «L’unica risorsa che s’è resa disponibile allo scopo, ad ottobre», fa sapere il numero due della giunta guidata dal sindaco Marco Alessandrini, «sono i 123mila euro derivanti dagli oneri di urbanizzazione, i quali saranno destinati alla segnaletica. Ma si tratta di una cifra», sottolinea Del Vecchio, il quale ha annunciato che ci sarà una gara tra 30-40 giorni, «largamente insufficiente». E dire che negli anni passati si spendeva, per la segnaletica, 5-6 volte di più. «Ma noi», conclude Del Vecchio, «siamo vincolati dal bilancio. Si spende a seconda di quanto è in cassa».
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