Stromei: «Dopo? Resta la paura»

28 Gennaio 2015

L’ex direttore dell’aeroporto picchiato e rapinato con la moglie mentre rincasava

PESCARA. «Che cosa rimane? La paura». È passato un mese e mezzo da quella terribile sera in cui nel giardino di casa è stato aggredito e malmenato dai banditi mentre rientrava con la moglie, ma Gianfranco Stromei, storico direttore generale dell’aeroporto, non ha dimenticato nulla di quei momenti. «Che riaffiorano», come racconta lui, «nei momenti più impensati della giornata».

L’aggressione, iniziata nel giardino della villa di via San Comizio (traversa di via Doria) è infatti proseguita in casa, quella sera di metà dicembre, quando quattro banditi incappucciati e armati l’hanno aggredito puntando alla cassaforte che poi hanno svuotato portandosi via oro, soldi e ricordi di una vita. «Tra quelle cose c’era pure un accendino d’oro Cartier», racconta Stromei, «che mi regalarono tanto tempo fa e a cui ero affezionato. Ma il problema», sottolinea, «non sono le cose, il danno economico che comunque si supera. Il problema è che da quel momento la paura regna sovrana. Si ha paura a restare a casa propria, al minimo rumore si dà corpo a congetture inutili: ci si spaventa perfino dell’arrivo improvviso di un parente che magari non ha suonato al campanello. Qualsiasi rumore ci fa preoccupare. Mia moglie ed io cerchiamo di non parlare più di quello che è successo, perché fa male, ma adesso stiamo sempre insieme, non rimaniamo mai soli in casa, è un condizionamento inevitabile anche se spero che il tempo ci aiuti e torni al più presto tutto normale. Speriamo soprattutto nella primavera: adesso, che alle cinque fa già notte, con il buio scendono pure timori e preoccupazioni. Per fortuna», aggiunge, «nonostante quello che è successo, per noi la casa è ancora un rifugio abbastanza tranquillo perché è protetta. Ma i brutti ricordi, anche se l’aggressione è iniziata fuori, ci sono anche in casa. Sono dei flash, dei lampi che mi tornano alla mente all’improvviso, per una sedia spostata, un rumore qualunque».

Quanto ai banditi, Stromei non si dà pace per la violenza usata nei suoi confronti, di sua moglie e dell’amica che era con loro. «Dispiace per i ricordi portati via, cose anche di grandissimo valore a cui comunque ci si rassegna. La cosa che non si dimentica, invece, sono le botte gratuite, nonostante avessimo messo a disposizione quello che volevano. Quattro personaggi di quel genere contro due donne e un uomo, e con le pistole... Lasciamo perdere», conclude amareggiato Stromei che ribadisce la sua fiducia nella polizia ma dice pure: «Qui intorno, tra l’ex Cofa e la ex zona Di Properzio, c’è gente di tutti i tipi. Tutti i residenti hanno paura ed è ora che si passi alla bonifica di queste aree. Ma ci devono pensare le istituzioni». (s.d.l.)

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