Strutture Covid, Figliuolo invia oggi i suoi controllori

27 Settembre 2021

Prima a Pescara e poi a Chieti per la verifica dei nuovi reparti dell’emergenza

PESCARA. Non chiamatela ispezione, si affrettano a dire dai piani alti della sanità pubblica abruzzese. Sta di fatto che oggi la Regione Abruzzo affronta la sua prova del nove in fatto di emergenza sanitaria e misure anti-Covid. È una verifica. «Ma andrà tutto bene», aggiungono dagli stessi piani alti.
L’esame di maturità della rete regionale per l’emergenza pandemia consiste in un accurato sopralluogo che lo staff di esperti, inviati in Abruzzo oggi dal commissario, Francesco Figliuolo, farà nelle strutture Covid realizzate di recente, e con fondi pubblici, per potenziare quelle già esistenti a Pescara e Chieti. L’Abruzzo è stato scelto come regione pilota. L’appuntamento è davanti al Covid hospital di Pescara alle 10,40 in punto.
Ad accogliere la delegazione della “Struttura commissariale per il piano di potenziamento della rete ospedaliera”, di supporto al commissario straordinario, ci saranno sicuramente l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, il direttore del dipartimento Salute e Welfare, Claudio D’Amario e il capo dell’Agenzia sanitaria regionale, Pierluigi Cosenza, e poi Alberto Albani, responsabile della rete di emergenza urgenza, la dirigenza della Asl di Pescara al gran completo e l’infettivologo Giustino Parruti, in prima linea, da marzo del 2020, contro questa maledetta pandemia.
L’assente giustificato è Marzo Marsilio perché, alla medesima ora, il presidente della giunta sarà impegnato davanti alla magistratura contabile abruzzese che lo ascolterà per chiarire, fino in fondo, la parifica del conti della Regione. Così trapela da un ufficio dell’ente. Ma questa è un’altra storia. Torniamo in via Paolini, a Pescara, davanti all’ospedale Covid, che qualcuno ha ribattezzato lo Spallanzani d’Abruzzo. La visita istituzionale, come preferiscono chiamarla dalla Regione, si sviluppa in tre tappe pescaresi e nella quarta teatina. Eccole nel dettaglio.
La prima tappa
nelle camere calde
Si trovano nel nuovo pronto soccorso dove una porzione è riservata alle malattie infettive con camere di decompressione ricche di ossigeno per permettere ai pazienti di respirare meglio.
Nel pronto soccorso che fa registrare 100mila accessi l’anno, ed è tredicesimo per numeri in Italia, la Regione ha acquistato anche una Tac a 128 strati. La struttura comprende una “choc room”, o sala rossa, dotata di 5 posti letto e apparecchiature tecnologicamente avanzate per pazienti in condizioni particolarmente critiche; sale di osservazione breve con 20 posti letto e, come si diceva, due “camere calde” collegate in cui arrivano i mezzi di soccorso e attraverso la quale gli operatori del 118 conducono il paziente nel pronto soccorso.
L’ambulanza esce e riparte, le porte automatiche si chiudono e si aprono al bisogno. La particolare conformazione della “camera calda” consente di effettuare il passaggio del paziente in una situazione di confort termico maggiore, rispetto alla medesima operazione fatta all’aria aperta, come purtroppo avveniva nel vecchio pronto soccorso
Poi tocca alla
radiologia dedicata
Dal pronto soccorso, gli inviati di Figliuolo si sposteranno nell’ospedale Covid. Lo faranno attraversando il tunnel che collega le due strutture: un sottopassaggio fondamentale per garantire il trasporto protetto e interno dei pazienti che, dalla prima emergenza, vengono destinati al ricovero nell’immobile di sette piani la cui ristrutturazione è costata 11milioni di euro. Il sopralluogo nel Covid hospital si divide in due fasi. La prima è nella nuova radiologia riservata ai malati pandemici, dotata di Tac ed ecografo di ultime generazioni. La tappa successiva quindi è nei reparti che accolgono i contagiati.
I cento letti sono
la terza tappa
Dei 181 posti iniziali ora ne restano cento nell’ospedale Covid pescarese. Di questi, 26 sono riservati alla terapia intensiva e si trovano al settimo piano dove finisce la verifica a Pescara. Passiamo quindi all’ultima tappa, nel policlinico Santissima Annunziata di Chieti.
la verifica
all’ospedale di Chieti
Una superficie di oltre mille metri quadrati e stanze a pressione differenziata per isolati e infetti: sono le caratteristiche della terapia intensiva aperta all’ospedale di Chieti, finanziata dalla Regione per un milione e 600mila euro nell’ambito degli interventi previsti per il potenziamento della rete Covid in Abruzzo. Arriveranno qui, infine, i collaboratori del generale. E troveranno un reparto dotato di due centrali di monitoraggio che permettono il controllo a distanza dei pazienti, sorvegliati attraverso una telecamera ad alta definizione collocata sopra tutti i letti. E un setting speciale riservato ai malati infetti o che hanno necessità di essere isolati, attraverso stanze a pressione positiva oppure negativa, a seconda delle necessità dettate dalla patologia. «Andrà tutto bene», ripetono dalla Regione.