Studente scomparso, nessuna morte presunta

Francavilla. “Congelata” fino a marzo la richiesta dalla famiglia di Luca Spoto il francavillese sparito nel 2004: il giudice vuole approfondire gli atti d’indagine
FRANCAVILLA AL MARE. Il Tribunale di Chieti prende tempo e mette in stand by il caso di Luca Spoto, lo studente francavillese scomparso a Roma nel 2004, quando aveva 23 anni, per il quale i genitori hanno chiesto la dichiarazione di morte presunta.
La decisione è stata presa dal giudice Marcello Cozzolino, che ieri mattina dopo aver ascoltato la mamma di Spoto, Daniela, il padre Giuseppe e il fratello Carmelo, assistiti dall’avvocato Marco Cozza, ha disposto l’acquisizione degli atti d'indagine svolta dalla Procura di Roma. Il verdetto è arrivato dopo circa un’ora di camera di consiglio, alla fine di un’udienza celebrata a porte chiuse. Il magistrato, infatti, prima di assecondare la richiesta dei familiari del giovane scomparso, vuole avere un quadro della situazione più chiaro possibile, anche per sgombrare il campo dagli ultimi dubbi che possono rimanere dopo quasi 16 anni di buio. Luca infatti, che viveva a Roma dove studiava Scienze della comunicazione, scomparve dalla casa della nonna il 1° aprile del 2004, senza soldi né telefono, come ricostruito più volte dai familiari nel corso di tutti questi anni, in cui non hanno mai smesso di cercarlo. Adesso però, davanti a ricerche senza esito, indagini inconcludenti e appelli andati a vuoto, sono stati proprio loro ad avanzare al Tribunale la richiesta di morte presunta del loro caro, come stabilito dalla legge che lo consente quando sono trascorsi dieci anni dall’ultima notizia dello scomparso. Nel caso di Luca si è andati oltre, visto che il prossimo 1° aprile di anni ne saranno passiti 16. Il giudice però, vuole togliersi un ultimo scrupolo. Il caso è seguito anche dall’associazione Penelope Abruzzo presieduta da Alessia Natali, che si occupa proprio delle persone scomparse e di cui si perde ogni traccia, esattamente come capitato a Luca Spoto.
È stata Natali, nei giorni scorsi, a ricordare come i genitori e il fratello di Luca hanno fatto tutto il possibile per provare a dare una risposta al mistero che avvolge la vicenda dal 2004. È stato rivolto l’ennesimo appello a chiunque fosse stato a conoscenza di un indizio, un particolare, una fiammella per far luce sulla vicenda. Anche per questo è stato messo a disposizione l'indirizzo mail abruzzo@penelopeitalia.org, che tra le altre cose garantisce il più totale anonimato. L'udienza è stata aggiornata a marzo quando, con ogni probabilità, verrà messo il punto sulla vicenda. Nel frattempo se qualcuno sa qualcosa può ancora farsi vivo e cambiare il corso di un destino che appare segnato.
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