«Stufi di pagare per fare la pipì»

Appello al Comune di 38 tassisti della coop Cotape: dateci un sito dove realizzare il box dei servizi
PESCARA. «Vogliamo solo una piccola area, il box con toilette lo costruiamo noi, a nostre spese». I tassisti pescaresi, alla quotidiana ricerca di un bagno gratis, chiedono al Comune un pezzo d'asfalto dove poter collocare un gabbiotto per difendersi dalle intemperie con annesso bagno e zona ristoro.
Fino a cinque anni fa, lo avevano sull'area di risulta, vicino alla stazione. Poi è stato spazzato via. Adesso lo rivogliono, perché «non possiamo permetterci di pagare un euro ogni volta che andiamo a fare pipì nei bagni della stazione». E accade più volte al giorno. Hanno provato a protestare con Ferrovie e chiesto un abbassamento delle tariffe. Ma per tutta risposta hanno ottenuto un aumento: da 70 centesimi a un euro. Con tanto di ricevuta rilasciata da un addetto della società che si occupa delle pulizie e della gestione generale dei vespasiani ferroviari. «Esiste una stazione al mondo dove i tassisti devono pagare i bagni? Esiste a Pescara» sbotta Vincenzo Francazio, presidente della coop privata Cotape, che conta 38 tassisti, compresa l'unica donna del gruppo, Marisa Del Castello, «noi lavoriamo con una licenza comunale e vorremmo un sostegno pubblico per avere una piccola area, poi a nostre spese montiamo un box col bagno. Così non saremo più costretti a cercarne uno che non sia a pagamento». I tassisti hanno stilato una mappa virtuale delle toilette pubbliche: «Dobbiamo interrompere spesso il lavoro per andare a casa» dice a Francazio «oppure andiamo in ospedale o nel distretto sanitario o in aeroporto o nei bar, ma in questo caso dobbiamo pagare la consumazione. Il massimo dell'umiliazione» proseguono, «e capita spesso, è quando qualcuno di noi è costretto a farla nel parcheggio dell'area di risulta, tra le auto in sosta». E se di giorno pagano l'obolo, di notte, «non abbiamo i bagni neppure a pagarli», racconta un altro autista, Gianluca De Grandis. Perché le due toilette della stazione, uomo-donna- chiudono i battenti alle 21 e riaprono non prima delle cinque del mattino. Di notte, per i tassisti, la caccia al bagno diventa più spietata e anche i clienti vengono coinvolti, «perché siamo costretti a cercare il gabinetto per noi e per loro, molti dei quali scendono in stazione dal treno e trovano tutto chiuso». Cotape ha una sede in via Verdi, zona mercato ittico accanto alla Madonnina. Ma neppure questa ha i servizi.
«Abbiamo solo una stanza senza toilette» conferma il presidente dell'associazione. Per cui ogni giorno è un calvario, soprattutto per l'unica donna del gruppo. Che dice: «Non ce la faccio più, è una situazione vergognosa. Nessuno si è mosso per aiutarci». Nelle settimane scorse, il vice sindaco Enzo Del Vecchio, era intervenuto sulla questione: «Gabbiotti e bagni chimici non sono nè belli nè estetici, tanto più che siamo in fase di riqualificazione dell'area di risulta». E aveva suggerito ai tassisti di chiedere in affitto un locale all'interno dell'ampia stazione. I tassisti replicano che i «locali costano migliaia di euro e gli autisti dei bus hanno il gabbiotto. Perché noi no?».
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