Stupro al terminal, udienza a maggio

24 Gennaio 2019

Il 61enne senegalese arrestato il 25 agosto sarà processato con rito abbreviato

PESCARA. È accusato di aver stuprato una donna nel terminal bus vicino alla stazione ferroviaria di Pescara. Sarà processato il 30 maggio il 61enne senegalese arrestato dalla polizia il 25 agosto subito dopo la presunta violenza sessuale su una donna di 39 anni di Montesilvano. L’avvocato Stefano Sassano, che lo difende, ha chiesto e ottenuto il giudizio con rito abbreviato per l’imputato, di fronte al giudice Colantonio.
Il senegalese fu bloccato mentre era allungato sulla donna, sotto gli occhi dei passeggeri in arrivo e in partenza. Chi si trovava nel terminal quel giorno, attorno alle 14, intervenne d’istinto per fermare il 61enne, e lui rispose dicendo che si trattava della moglie. In quei momenti la donna non era lucidissima perché aveva bevuto del vino, che gli era stato offerto proprio dal senegalese, e aveva assunto dei farmaci (visto che era in cura al Centro di igiene mentale). Lei stessa avrebbe raccontato alla polizia di essersi svegliata mentre l’uomo abusava di lei.
Dopo l’intervento di alcuni testimoni l’uomo fu immobilizzato e poi consegnato al personale della squadra volante, arrivato in tempi rapidissimi dopo l’allarme al 113. Grazie alle immagini registrate dalle telecamere (alle spalle del bar), la polizia ha ricostruito dettagliatamente l’accaduto e l’uomo è stato arrestato per violenza sessuale aggravata.
Diversa la ricostruzione fornita dal 61enne, che ha ammesso il rapporto sessuale ma ha escluso di aver usato violenza nei confronti della donna. Ha anche assicurato che la 39enne non era una sconosciuta, per lui. Lo dimostrano, sostiene l’avvocato Sassano, i filmati dei sistemi di videosorveglianza della zona che mostrano le immagini dei due insieme già dal mattino del 25 agosto, attorno alle 11. Per ottenere la revoca degli arresti Sassano si è rivolto prima al Tribunale del riesame e poi alla Cassazione, ma l’uomo è rimasto in carcere, a Teramo. (f.bu.)
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