«Sui rifiuti la città ha problemi mai risolti fin dal 2001»

6 Giugno 2014

MONTESILVANO. Le criticità legate alla raccolta dei rifiuti continuano a far discutere. Gianni Scaburri, presidente dell’associazione Club Giamel, replica alle dichiarazioni di Lino Ruggero. Il...

MONTESILVANO. Le criticità legate alla raccolta dei rifiuti continuano a far discutere. Gianni Scaburri, presidente dell’associazione Club Giamel, replica alle dichiarazioni di Lino Ruggero. Il candidato sindaco di centrosinistra aveva denunciato la «situazione medievale sui rifiuti e un contratto sul servizio di raccolta da oltre 30 milioni di euro che avrebbe portato al crollo delle casse comunali e a un aumento vertiginoso della tassa sui rifiuti», con cui l’amministrazione Di Mattia si era trovata a fare i conti al momento dell’insediamento, ribadendo di aver «risparmiato una stangata ai montesilvanesi» con il proprio lavoro. «Le considerazioni fatte da Ruggero non appartengono a un cittadino di Montesilvano», dice Scaburri. «In merito ai rifiuti, la nostra città ha problemi fin dal 2001, ossia dalla nascita ufficiale della Ecoemme. L’esercizio ballerino della stessa, negli anni, ha prodotto esclusivamente enormi danni finanziari, una città non pulita e men che meno un’attenta raccolta differenziata». Scaburri si dice «meravigliato che il candidato Ruggero non ricordi quello che è successo a Montesilvano dal 2001, affermando che alla scorsa consiliatura è stata lasciata in eredità una situazione sconvolgente in materia di rifiuti. In questa città di sconvolgente c’è stato di tutto: troppo cemento, troppo poco controllo, pochissima lungimiranza turistica, troppe decisioni molto discutibili a danno dei cittadini, coperte con operazioni di facciata pubblicizzate a dovere ma mai attuate». Il presidente di Club Giamel accusa l’amministrazione uscente di aver «fatto dell’abbassamento del canone inerente i rifiuti un proprio cavallo elettorale, salvo poi aumentare dell’11% la tassa stessa. Le dichiarazioni di Ruggero sono assolutamente strumentali e tendono a coprire la verità». (r.a.b.)