Sulla cannabis solo metà risposte

Blasioli solleva un doppio caso: rimborsi negati a Pescara e fibromialgia esclusa
L’AQUILA. «Ho scoperto le difficoltà che tante persone affette da patologie trattabili con cannabis terapeutica incontrano nel vedersi riconosciuto il rimborso grazie ad una moglie coraggio», così ha esordito in aula Antonio Blasioli, consigliere d’opposizione. «Una donna che mi ha contattato per raccontarmi la situazione assurda in cui è costretto a vivere suo marito, che avrebbe diritto al rimborso delle spese, ma in realtà questo non avviene a Pescara». Il primo punto è questo: in Abruzzo c’è una sperequazione tra Asl, un vuoto organizzativo, che costringe i pazienti pescaresi a pagare dai 100 ai 200 euro al mese per ricorrere alla cannabis terapeutica. Ma non è tutto. «Approfondendo il tema», ha proseguito Blasioli, «ho scoperto che la fibromialgia, una sindrome dolorosa cronica che colpisce circa il 2% della popolazione, non viene riconosciuta tra le patologie per cui la cannabis terapeutica può essere prescritta». A queste due domande ha risposto ieri in consiglio l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, che ha fornito in entrambi i casi prospettive per i pazienti. «La risposta dell’assessore», ha concluso Blasioli, «mi ha soddisfatto laddove ha aperto alla possibilità che il tavolo tecnico regionale valuti altre patologie, come la fibromialgia, da ammettere al trattamento con cannabis terapeutica. Non mi ha soddisfatto, invece, per quanto riguarda la disparità tra Asl per le quali non serve una nuova norma regionale. La legge c’è ed è già applicata all’Aquila, dove la Asl rimborsa la cannabis terapeutica». (l.c.)

