Sulla riviera un edificio di 5 piani

Proseguono i lavori per demolire il rudere, svelato il progetto del nuovo palazzo
PESCARA. Sulla riviera nord sorgerà un palazzo di cinque piani, anziché di sette. È ciò che prevede il progetto del nuovo edificio, che sostituirà il rudere rimasto in piedi per 16 anni.
I lavori di demolizione dello scheletro stanno andando avanti e dovrebbero durare una ventina di giorni. Dopodiché, si procederà alla costruzione del nuovo immobile. Ieri, finalmente, sono stati svelati alcuni particolari di questa maxi operazione che, finora, il titolare della società Michelangelo Enzo Tintorelli, proprietaria del rudere, aveva tenuto in stretto riserbo. A realizzare il nuovo edificio sarà la società Keoma dell’imprenditore Achille Trave.
La progettazione è curata da Swirä design, la società che ha realizzato a Pescara «Palazzo Grecale», «Trento palace onehunded», «Level 5» e altre strutture residenziali a Montesilvano. La società, di proprietà dei fratelli Achille, in qualità di amministratore e Massimiliano Trave, punta a mantenere lo stesso stile delle precedenti opere realizzate.
La società assicura che costruirà un edificio meno impattante di quello previsto in passato. Il nuovo palazzo sarà più basso e più arretrato di circa dieci metri rispetto alla riviera.
Il progetto dovrebbe essere molto simile ai palazzi già costruiti dalla società. Dovrebbero essere previsti ampi e profondi terrazzi e infissi circolari, che ricordano gli oblò di una nave. «Anche i materiali utilizzati nelle finiture esterne, principalmente il legno, così come i colori dell’edificio», spiega una nota, «si fonderanno con l’ambiente costiero».
L’edificio sarà, dunque, arretrato di dieci metri rispetto alla strada. Sarà di cinque piani, anziché di sette come previsto in passato e avrà quindici appartamenti, dotati delle ultime tecnologie in materia di risparmio energetico.
Non è ancora chiaro se la famiglia Trave abbia acquistato l’immobile, oppure sia in società con Tintorelli. Quello che è certo è che nel giro di un anno quel punto della riviera, nelle vicinanze della rotonda Paolucci, cambierà volto.
Un primo risultato verrà raggiunto tra una ventina di giorni, quando sparirà dalla vista lo scheletro del palazzo che la società Michelangelo non è mai riuscita a completare. La costruzione partì alla fine degli anni Novanta, ma i cittadini residenti degli edifici confinanti cominciarono subito a presentare ricorsi al Tar, il quale annullò ben tre concessioni edilizie, quelle rilasciate dal Comune nel 1999, nel 2001 e nel 2002, riscontrando alcune presunte irregolarità nella progettazione. Da quel momento cominciarono infinite battaglie legali tra Comune e società Michelangelo con esiti alterni. Poi, nel 2008, l’allora sindaco Luciano D’Alfonso emanò la prima di una lunga serie di ordinanze di demolizione.(a.ben.)
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