Summa, il re delle osterie

Dai suoi locali nella Pescara vecchia all’evento Samsara beach voluto da Cuzzi
PESCARA. Cristian Summa, 42 anni, pescarese di origini siciliane, è un imprenditore di successo. Titolare di due osterie, Bottega del 40 di via delle Caserme e Cantina e cucina in via Mazzini, Summa, presidente del Consorzio Pescara vecchia, è uno dei punti di riferimento delle istanze dei commercianti che lottano per rivitalizzare la movida del centro storico che negli ultimi tempi si è spostata verso il salotto buono della città. L'imprenditore, incappato nelle maglie della magistratura nell'ambito dell'inchiesta sui grandi eventi organizzati dalla passata amministrazione di centrosinistra, è anche a capo della società Share City con la quale ha creato, oltre agli eventi, una start up per cercare baby sitter e badanti. Ed è cogestore della società Easy Project con cui ha messo in piedi numerose manifestazioni, tra cui il videomapping (spettacolari immagini proiettate sui muri dei palazzi) in piazza Salotto, ma anche i festival e le iniziative andate in scena tra il centro cittadino e Pescara vecchia. Summa è un trascinatore di folle. Punta di diamante dell'estate 2018 il Samsara beach, il grande evento voluto dall'ex assessore Giacomo Cuzzi e organizzato con la Share City di Summa, che ha convogliato allo Stadio del mare migliaia di giovani provenienti da tutta Italia. Altra manifestazione riuscita, tra corso Manthonè e via delle Caserme, è il "giovedì unico" che si svolgeva fino a qualche anno fa: lunghissime tavolate da 400 posti a sedere organizzate dall'imprenditore in collaborazione con altri ristoratori del quartiere dannunziano. I social rimandano le sue immagini spensierate tra i tavoli, con i clienti. Appassionato di barche e mare, amante della cucina che mescola tradizione e innovazione, Summa, fondatore di locali che immerge la clientela in atmosfere familiari e caserecce, nelle recensioni viene raccontato come «una persona speciale, attenta e sempre presente ai gusti degli ospiti» e col fiuto per i cambiamenti in ambito commerciale ed enogastronomico, settori usciti malconci dall'emergenza coronavirus.
A maggio, dopo 70 giorni di chiusura dei local, lamentava alla stampa la «mancanza di sussidi da parte del governo». Ciononostante, l'imprenditore faceva notare che non era persa la voglia di combattere: «Ci stiamo rimboccando le maniche e ripartiremo, ci viene in aiuto l'assenza della tassa sul suolo pubblico».
Summa è quindi l’imprenditore pescarese che ha puntato lo sguardo ai grandi numeri delle folle, ai mega eventi che trascinano gente da un capo all'altro della città. La sua lotta senza quartiere è anche quella per regolamentare gli orari della movida senza infastidire il resto della città che vuole dormire. Pierre grintoso, laddove c'è una manifestazione da organizzare, Summa ci mette impegno, estro e azione, sempre con quel suo «speciale modo di farti sentire importante» rivela chi lo conosce bene. Ma da ieri è agli arresti in casa.

