Summit di sindaci per il contratto del fiume Piomba

8 Ottobre 2014

Città Sant’Angelo, si studia un piano per attivare risorse da destinare al recupero ambientale e turistico

CITTA’ SANT’ANGELO. Summit di sindaci, ieri mattina, nel Comune di Città Sant'Angelo, per valutare l'opportunità di sottoscrivere un protocollo d'intesa sul torrente Piomba. Si tratta del contratto di fiume, un progetto finanziato anche dalla Comunità Europea, che ha per scopo la valorizzazione e la tutela dei corsi d’acqua e, più in generale, la valorizzazione ambientale, turistica e territoriale.

In pratica, il protocollo indica l’adozione di strategie per disinquinare e evitare il dissesto idrogeologico, ma anche di individuare idee di valorizzazione turistica. Alla riunione sono stati invitati i sindaci interessati al Piomba, in particolare gli amministratori di Atri, Castilenti, Cellino Attanasio, Montefino, Elice e Silvi. Nella sala di giunta, gli architetti della cooperativa Edènia, Ugo Esposito e Marialuce Latini, che supporta l'amministrazione angolana in questa prima fase, hanno spiegato il progetto.

«Per la tutela dei fiumi, gli attori più importanti» hanno sottolineato «sono la Regione e i Comuni, si tratta di un nuovo modo di agire che ha come fulcro la partecipazione delle amministrazioni. Nel corso della mattinata, sono state spiegate le caratteristiche del protocollo che prevede un’attenta analisi delle problematiche e degli interventi già programmati e la ricerca delle soluzioni».

Le amministrazioni che decideranno di sottoscrivere il contratto s’impegneranno a rispettare obiettivi vincolanti. «Il Piomba» hanno spiegato gli architetti «non è l'unico fiume in Abruzzo interessato a questo progetto fortemente voluto dalla Regione, che ha anche individuato una delega ai contratti di fiume assegnata all'assessore Dino Pepe, ma ha avuto anche altri esempi nel fiume Tordino e nell'aquilano».

«L'incontro» spiegano dal comune di Città Sant'Angelo «è stato un utile momento per valutare l'interesse dei nostri Comuni per predisporre un’ipotesi progettuale da poter candidare all'ottenimento di specifici finanziamenti regionali, nazionali e/o comunitari. Riteniamo che un’utile metodologia sia quella di istituire un tavolo di lavoro per definire l'attivazione del contratto di fiume, ovvero di un processo di programmazione negoziata che consente la gestione integrata delle criticità delle aree idrografiche».

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