Superbonus 110%, la guida per evitare guai

Lavori per la casa: tutti i documenti da conservare per esibirli nei controlli dell’Agenzia delle entrate
L'AQUILA. Chi utilizza il superbonus 110% dovrà fare attenzione alla documentazione da conservare, in caso di controlli fiscali da parte dell'Agenzia delle entrate. Tutto deve essere tracciabile, per evitare sanzioni.
Se, infatti, l'Agenzia non è deputata a verifiche di tipo urbanistico, né sui titoli edilizi, può effettuare controlli mirati sulla sussistenza dei requisiti che danno diritto all'agevolazione, come ad esempio il rispetto dei limiti di spesa e la correttezza dei documenti predisposti. E può agire per il recupero degli importi illegittimamente detratti, a seguito di interventi abusivi, solo ed esclusivamente qualora riceva una segnalazione di abuso da parte del Comune in cui l'intervento è stato realizzato.
L'Agenzia delle Entrate quindi può verificare la seguente documentazione: fatture o ricevute fiscali, come prova delle spese sostenute per la messa in opera degli interventi, ricevute dei bonifici bancari o postali, con le quali le persone fisiche o i condomini hanno pagato i lavori, la dichiarazione di consenso ai lavori del proprietario, se gli interventi sono stati effettuati dal detentore dell'immobile oppure la delibera dell'assemblea condominiale, se sono stati effettuati lavori su parti comuni degli edifici.
In quest'ultimo caso il documento è sostituibile con la certificazione rilasciata dall'amministratore di condominio. Altre verifiche possono riguardare l'asseverazione tecnica trasmessa all'Enea, nel caso degli interventi di miglioramento energetico e l'asseverazione tecnica prevista per gli interventi antisismici.
Ma come s'incastrano cessione del credito e controlli documentali? I fornitori e i soggetti cessionari, cioè che hanno eventualmente acquistato il credito d'imposta maturato a seguito degli interventi, rispondono soltanto per l'eventuale utilizzo del credito d'imposta in modo irregolare o in misura maggiore rispetto al credito d'imposta ricevuto. Pertanto, se un soggetto acquisisce un credito d'imposta, ma durante i controlli documentali dell'Enea oppure dell'Agenzia delle entrate viene rilevato che il contribuente non aveva diritto alla detrazione, il cessionario che ha acquistato il credito in buona fede non perde il diritto ad utilizzare il credito d'imposta.
Alla luce di tutto questo, chiunque intenda realizzare un intervento soggetto ad agevolazioni fiscali, per non incorrere in violazioni e in consequenziali rischi di perdita del beneficio prima di intervenire e avviare le opere di ristrutturazione dell'edificio singolo o di un condominio, dovrà necessariamente munirsi di un regolare titolo abilitativo.
Una volta acquisito il titolo abilitativo, nessun ente, che sia l'Enea, l'Agenzia delle entrate o il ministero dello Sviluppo economico, potrà mai intervenire per annullare o sospendere il titolo abilitativo acquisito, essendo tali azioni di competenza esclusiva del Comune in cui è stato realizzato l'intervento. (m.p.)

