Superbonus: i cantieri incompiuti sono 1.901

10 Gennaio 2024

I condomini da finire superano quota 730, ma non c’è prova d’appello

PESCARA. Restano nel limbo 1.901 cantieri su un totale di 13.107 opere, di cui 4.000 riguardano i condomini, 736 dei quali non sono arrivati al traguardo dei lavori. Il report di dicembre del Superbonus diffuso dall’Enea traccia il quadro delle incompiute in Abruzzo per le quali non c’è prova d’appello. I dati che pubblichiamo nella tabella sono di fatto gli ultimi con la norma ancora in vigore. Dopo di questi non ci saranno altri report, e per i cantieri rimasti nel guado si spera nella conversione in legge dell’ultimo decreto del governo Meloni. Nessuna proroga del Superbonus, ma nuove misure soft approvate lo scorso 29 dicembre dal Consiglio dei ministri. Nel testo, in vigore a partire dal 30 dicembre, sono state inserite modifiche che riguardano barriere architettoniche. Domani partirà l’esame alla Camera del decreto che dovrà essere convertito in legge.
Il provvedimento è stato assegnato alla Commissione Finanze di Montecitorio, che si occuperà delle audizioni e degli emendamenti. Il relatore sarà il deputato pescarese di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, ma tutto fa pensare al fatto che la norma sia blindata.
MISURA DI SALVAGUARDIA
La proposta di legge prevede che l’agevolazione al 90 o al 110 per cento spetti esclusivamente per le spese sostenute entro la fine del 2023. Dal 1° gennaio 2024 infatti è scesa al 70 per cento per i condomini ed è terminata per le villette e le unifamiliari.
«In relazione ai cantieri avviati nel rispetto dei termini relativi alla normativa sul Superbonus 110 per cento», si legge nella relazione della nuova misura, «è riconosciuto il credito d’imposta per tutti i lavori realizzati e asseverati al 31 dicembre 2023; per le opere ancora da effettuare, a partire dal 1° gennaio 2024 si confermano le percentuali previste a legislazione vigente».
In altre parole, l’esecutivo ha previsto una misura di salvaguardia per chi non ha terminato i lavori entro la scadenza prevista, anche nel caso in cui non sia stato raggiunto l’obiettivo del doppio salto di classe energetica.
CHI HA BASSO REDDITO
È stato però introdotto un contributo a fondo perduto per i contribuenti con redditi inferiori a 15.000 euro.
Il contributo, previsto per le spese sostenute tra il 1° gennaio e il 31 ottobre 2024, spetta ai condomini che hanno raggiunto almeno uno stato di avanzamento del 60 per cento al 31 dicembre 2023. Si dovrà però attendere il decreto del Mef, da pubblicare entro sessanta giorni dall’entrata in vigore del dl sul Superbonus, per saperne di più.
LE AREE TERREMOTATE
Sia ben chiaro: il decreto legge, approvato dal Consiglio dei ministri, non contiene né modifiche né limitazioni rispetto al diritto di cumulare, fino al 31 dicembre 2025, il contributo sisma con il Superbonus per la riparazione degli immobili danneggiati dal sisma. «Si tratta di una precisazione che si rende necessaria al fine di evitare equivoci o fraintendimenti», ha specificato ieri Guido Castelli, Commissario straordinario alla Riparazione e alla Ricostruzione sisma 2016.
«Ho ritenuto utile fugare ogni dubbio rispetto a una misura approvata lo scorso anno dal Parlamento (comma 3 dell’articolo 2 del Dl 11/2023) di grande importanza alla quale, nel corso del 2023, abbiamo continuato a lavorare, siglando protocolli d’intesa con istituti di credito che hanno garantito un plafond di 1 miliardo di euro», ha detto il commissario, «inoltre, d’intesa con l’Agenzia delle Entrate, abbiamo ottimizzato le linee guida che disciplinano il doppio contributo del Sismabonus e del Superbonus. Le attività possono dunque proseguire nel corso del biennio 2024-20025 con l’obiettivo di accelerare ulteriormente il processo di ricostruzione, anche avvalendoci di questo strumento». Il testo del decreto citato da Castelli rimane dunque il seguente: «Le disposizioni di cui al comma 1 non si applicano agli interventi effettuati in relazione a immobili danneggiati dagli eventi sismici di cui all'articolo 119, comma 8-ter, primo periodo, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, nonché in relazione a immobili danneggiati dagli eventi meteorologici verificatisi a partire dal 15 settembre 2022 per i quali è stato dichiarato lo stato di emergenza con le deliberazioni del Consiglio dei ministri 16 settembre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 21 settembre 2022, e 19 ottobre 2022, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 255 del 31 ottobre 2022, situati nei territori della regione Marche». Pertanto, potranno continuare a beneficiare dello sconto in fattura e della cessione del credito d’imposta (i due vantaggi che “in ordinario” il Dl 11/2023 ha cancellato, a partire dal 17 febbraio 2023, lasciando la sola detrazione fiscale del singolo contribuente) tutti coloro che entro il 31 dicembre 2025 sosterranno spese, relative a qualsiasi intervento di ricostruzione post-sismica di edifici danneggiati e resi inagibili nei comuni per i quali sia stato dichiarato lo stato d’emergenza dal 1° aprile 2009, «riguardanti gli importi eccedenti il contributo previsto per la ricostruzione di cui al c. 1-ter (Ecobonus) e/o al c.4-quater (Sismabonus) ovvero nel caso di applicazione del cosiddetto “Superbonus rafforzato”, alternativo al contributo per la ricostruzione, di cui al c.4-ter dell’art. 119 del Dl 34/2020». Citare le norme, in questo caso, è più utile di quanto si possa pensare, sia per le imprese sia per i committenti.
BARRIERE ARCHITeTTONICHE
Tornando alla norma approdata alla Camera, occorre infine ricordare la parte extra che sconfina nel bonus barriere architettoniche e che stabilisce criteri «a tutela delle persone con disabilità e al fine di evitarne l’uso improprio», cioè il finanziamento di interventi del tutto inutili per le esigenze di vita delle persone con difficoltà nella mobilità. Anche in questo caso la limitazione riguarda l’utilizzo dello sconto in fattura e della cessione del credito applicabili a interventi di eliminazione esclusivamente di scale, rampe, ascensori, servoscale e piattaforme elevatrici.
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