Superticket 10 euro abolito da settembre

Stop alla quota per prestazioni di specialistica ambulatoriale
L’AQUILA. Un altro mese ancora, poi addio al superticket in Abruzzo. Dal primo settembre prossimo, infatti, sarà eliminato il tanto discusso balzello che viene pagato in aggiunta al ticket sanitario sulle visite specialistiche ambulatoriali. Ad annunciare che gli abruzzesi non pagheranno più la quota aggiuntiva è stato, in una nota inviata ai direttori generali delle Asl e ai responsabili dei servizi interessati, l’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.
Un sollievo per molti pazienti abruzzesi che non dovranno più sborsare la quota extra di dieci euro che viene pagata sulle prestazioni sanitarie. Ogni regione ha infatti la possibilità di rimodularla o abolirla. L’Abruzzo ha deciso per questa seconda opzione. Nei mesi precedenti all’emergenza sanitaria del coronavirus, il ministro della Salute, Roberto Speranza, l’aveva definito un «balzello ingiusto che aumenta discriminazioni e disuguaglianza». In alcuni casi poteva arrivare a negare l’accesso alle cure per più persone. L’abolizione della quota di partecipazione al costo per le prestazioni di specialistica ambulatoriale per gli assistiti non esentati è stata prevista dalla legge di bilancio per l’anno 2020.
«A seguito delle indicazioni pervenute dal ministero della Salute», spiega la nota inviata dall’assessorato alle quattro Asl provinciali, «le prestazioni per le quali non si paga la quota fissa sono tutte quelle erogate a partire dal primo settembre, anche se prescritte prima di tale data. La normativa in questione ha validità anche per le strutture private accreditate».
Andando più nel dettaglio, in Abruzzo il superticket è un costo aggiuntivo rispetto al tradizionale ticket sanitario che si paga quando si prenotano alcuni esami prescritti dal medico di famiglia. Una sorta di tassa sulle ricette di diagnostica e di visite specialistiche ambulatoriali.
Il superticket era stato introdotto in Italia nel 2011 e ogni Regione poteva autonomamente applicarlo in maniera differenziata. Il suo costo era quasi per tutte le regioni che l'avevano adottato di dieci euro, ma i criteri potevano essere diversi in ogni Regione e per questo in alcune di esse costa anche meno.
La Regione Abruzzo aveva presentato la richiesta di abolizione il 5 giugno dello scorso anno ai ministeri. Aveva trasmesso a Roma la proposta di delibera in approvazione preventiva, così come prevede la normativa a cui sono soggette le Regioni in piano di rientro, come l’Abruzzo. Successivamente il tavolo tecnico preposto aveva analizzato la richiesta e alla fine si è espresso favorevolmente sull’istanza della Regione. A questo punto l’Abruzzo è pronto ad adottare il provvedimento, ancora in vigore per tutto il mese di agosto.
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