Svelate le caratteristiche di Omicron

19 Gennaio 2022

Tempo di incubazione di soli tre giorni e sintomi da forte raffreddore per chi è vaccinato

PESCARA. La variante Omicron – con le sue 45 mutazioni rispetto al virus originario – ha preso ormai il dominio della diffusione del Covid, scalzando la Delta. Ma cosa sappiamo sulle sue peculiarità? Facciamo chiarezza grazie agli studi più recenti.
CONTAGIOSITÀ E INCUBAZIONE
La variante Omicron sta soppiantando la Delta soprattutto perché si sta mostrando fino a 5 volte più contagiosa. Questo per diversi motivi tecnici, ma anche per uno di più facile comprensione: sembra avere dei tempi di incubazione dimezzati. Ciò significa 3 giorni anziché i 5 o 6 della Delta o i 14 del virus originario.
SINTOMI
I sintomi principali delle altre varianti erano la perdita di olfatto e gusto. Con la Omicron, però, questi sono stati riscontrati da meno della metà dei contagiati.
Sembrano invece molto più diffusi l’aumento della frequenza cardiaca e dolori articolari, soprattutto alla schiena. Nel complesso la sintomatologia della Omicron sarebbe più simile a quella di un forte raffreddore, almeno per i vaccinati. In molti segnalano anche il mal di gola tra i sintomi.
GRAVITÀ
Fin da quando è stata individuata in Sudafrica si ritiene che la Omicron non sia pericolosa quanto la Delta. Ciò significa che le conseguenze gravi che possano portare al ricovero in ospedale o, peggio, in terapia intensiva, sarebbero inferiori. Però, come ha segnalato l’Organizzazione mondiale della sanità, poiché si contagiano molte più persone il numero assoluto di ricoveri potrebbe aumentare, benché statisticamente inferiore rispetto al numero di contagiati da Delta.
RESISTENZA AI VACCINI
Sulla resistenza ai vaccini della variante Omicron sono ancora in corso diversi studi. Le prime analisi cliniche «indicano una riduzione significativa nell’efficacia vaccinale contro la malattia sintomatica da Omicron rispetto a quella da Delta dopo due dosi di vaccino. È emersa, tuttavia una efficacia maggiore verso la malattia sintomatica due settimane dopo il booster, comparabile o leggermente inferiore a quella verso Delta», spiega L’Istituto superiore di sanità, «i vaccini restano indispensabili per ridurre il rischio di malattia grave e morte».(l.t.)