Svolta delle cure sul territorio
Le Case della Comunità sono le nuove strutture socio-sanitarie sul territorio. Saranno in tutto 1.288 – una ogni 40-50mila abitanti – in tutta Italia. Dovranno aprire i battenti entro metà 2026...
Le Case della Comunità sono le nuove strutture socio-sanitarie sul territorio. Saranno in tutto 1.288 – una ogni 40-50mila abitanti – in tutta Italia. Dovranno aprire i battenti entro metà 2026 sfruttando i due miliardi di euro assicurati dal Pnrr. Dovranno lavorare come un filtro sul territorio per evitare accessi impropri negli ospedali gestendo in particolare i pazienti anziani e cronici con più patologie che spesso hanno ricadute che, peggiorando, portano alla fine al ricovero. E lo faranno in stretta sinergia coi medici di famiglia e i pediatri. Ci sarà una «presenza medica» 24 ore al giorno sette giorni su sette, insieme agli infermieri (12 ore al giorno per 7 giorni). Ci saranno anche specialisti (psicologo, logopedista, fisioterapista, dietista, tecnico della riabilitazione, assistente sociale, ma quando necessario anche il cardiologo, lo pneumologo o il diabetologo). Erogheranno servizi diagnostici primari, tra cui prelievi, screening, vaccinazioni e servizio Cup.

