Sì al lockdown per Natale: ecco i divieti per le feste

Troppa gente in giro, Conte pensa a un’ulteriore stretta per il 25 e 26 dicembre e Capodanno Resterebbero chiusi bar, ristoranti e negozi. Spostamenti consentiti solo tra i piccoli comuni
L’AQUILA. Troppi assembramenti nell’ultimo fine settimana. Vie dello shopping stracolme, in Abruzzo come nel resto d’Italia, e negozi presi d’assalto. Risultato: il Governo è pronto ad una brusca retromarcia sui possibili allentamenti per le feste.
Al contrario, per Natale, Santo Stefano e Capodanno si va verso una zona rossa generalizzata, con divieto assoluto di spostamento, fatta eccezione per i comuni al di sotto dei 5mila abitanti, ma in un raggio d’azione di massimo 30 chilometri. Il timore è che le riunioni di famiglia e gli spostamenti per raggiungere i parenti possano alimentare la terza ondata della pandemia.
SCUOLA MERKEL
L’Italia prenderà esempio dalla Germania, che passerà al lockdown duro da domani al 10 gennaio 2021, a causa del repentino aumento dei contagi. Il premier Giuseppe Conte ha convocato il Comitato tecnico-scientifico per decidere nuove misure anti assembramento. L’ipotesi in campo è l’applicazione del divieto assoluto di spostamento a Natale, il 26 dicembre e il 1° gennaio 2021, ad eccezione dei piccoli comuni. Il resto d’Italia sarà, invece, considerato come una sorta di zona rossa generalizzata.
LE ZONE ROSSE
La risalita del tasso di positività è un dato che allarma. E anche se la maggior parte delle regioni tornerà già la prossima settimana in fascia gialla, con il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, che sta facendo pressing sul Governo per riportare anche l’Abruzzo nei ranghi della zona a più basso livello di rischio prima di Natale, si è deciso di far scattare i divieti previsti nella fascia rossa nei giorni festivi e prefestivi. Ma il provvedimento potrebbe, addirittura, essere anticipato al 19 o al 20 dicembre e restare in vigore fino al 6 gennaio.
TUTTE LE LIMITAZIONI
In tal caso, entrerebbero in vigore tutti i divieti imposti dal Governo per le zone rosse. In particolare, nei giorni festivi e prefestivi, sarebbe vietato ogni spostamento, anche all’interno del proprio comune, in qualsiasi orario, fatta eccezione che per motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati anche gli spostamenti da una regione all’altra e da un comune all’altro. Prevista la serrata totale di negozi, bar, ristoranti gelaterie e pasticcerie, mentre resterebbero aperte farmacie, parafarmacie, tabaccai ed edicole. Chiusi anche musei e mostre, teatri, cinema, palestre, attività di sale giochi, sale scommesse, bingo, anche nei bar e nelle tabaccherie.
I PICCOLI COMUNI
Chi si aspettava una deroga ampia, rispetto al divieto di spostamento tra comuni, resterà deluso. Il giorno di Natale, il 26 dicembre e il 1° gennaio si potrà uscire soltanto dai confini dei centri con meno di 5.000 abitanti e muoversi in un raggio massimo di 30 chilometri. Non si può escludere che, nei prossimi giorni, si passi a una versione della norma meno restrittiva, ma il premier Conte ha chiesto che sia il Parlamento ad assumersi questa responsabilità.
DEROGHE SPOSTAMENTI
Tra le deroghe previste, c’è quella che riguarda il ricongiungimento dei partner per Natale. Se due coniugi vivono in città diverse per esigenze di lavoro o per altri motivi sarà possibile il ricongiungimento, anche dopo il 21 dicembre, per trascorrere insieme le feste solo se il luogo scelto coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione.
Se il coniuge si trasferirà nella seconda casa di proprietà, in un’altra regione, entro il 20 dicembre, non sarà possibile raggiungerlo tra il 20 dicembre e il 7 gennaio. Pertanto, se si intende trascorrere insieme le feste sarà necessario trovarsi nello stesso luogo entro il 20 dicembre prossimo.
NO AGLI ASSEMBRAMENTI
Aumento dei controlli, delle multe e dei provvedimenti volti ad evitare assembramenti. Si prevede un ulteriore giro di vite, con molte piazze e strade che potranno essere chiuse, con i prefetti che individueranno i luoghi dove dovrà essere bloccata la circolazione: sotto la lente di ingrandimento le vie dello shopping e i centri storici. È proprio da lì, secondo il comitato tecnico-scientifico, che arriva la vera insidia per una risalita dei contagi. Sugli esercizi commerciali, almeno nei giorni di festa, la stretta sarà pesante.
RITORNO A SCUOLA
Il ritorno a scuola dei ragazzi è già fissato per il 7 gennaio quando, in tutte le regioni, riprenderanno le lezioni in presenza anche negli istituti superiori. Anche in questo caso ci sono delle novità: è stata bocciata l’ipotesi di creare un’alternanza con i rientri pomeridiani. Si rientrerà, probabilmente, con una turnazione che prevede, per le superiori, il 75% degli studenti in presenza e il 25% con didattica a distanza, ma bisognerà stabilire, per ogni istituto, se a rientrare saranno tutte le classi o se si opterà, in via prioritaria, per i primi superiori, dove gli studenti non hanno neppure avuto modo di conoscersi, e per i quinti, che devono sostenere gli esami di Stato, applicando così una percentuale di dad più elevata nelle classi intermedie.
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