Tacito, don Milani, management Piace la seconda prova scritta

21 Giugno 2019

Al Classico il test greco-latino degli autori scelti «non era difficile». Soddisfatti anche gli studenti di Alberghiero e Marconi, in aula con amuleti e dediche al papà. Tra le tracce il libro di un prof pescarese  

PESCARA. Chiara tiene stretta al cuore la foto di quando era bambina, coccolata da papà Stefano che non c’è più da qualche mese. Simona vuole aprire un pub alle Hawaii perché era il sogno di babbo Giuseppe. Nicole tiene incastrata nella custodia del cellulare la foto della compagna di classe Luisa. Beatrice ed Edoardo mostrano il cornetto rosso portafortuna.
Nostalgici o scaramantici, ogni studente ha il suo amuleto per esorcizzare la paura dell’esame di maturità. Anche il secondo giorno di prova scritta, ieri, è andato. E se la sono cavata egregiamente i ragazzi del liceo Classico D’Annunzio alle prese con le versioni di Tacito e Plutarco sulla morte e vita di Galba; del liceo Marconi col debutto della traccia su don Milani con “Lettera ad una professoressa” e testi tratti da “Storia della scuola” del pescarese Saverio Santamaita, ex docente universitario alla D’Annunzio, e dell’Alberghiero De Cecco, impegnati con i quesiti legati all’Economia e management. In via dei Marsi, alle 12.30 passate i ragazzi fanno la pausa pranzo con un panino sbocconcellato fuori dai cancelli prima di riprendere la seconda parte della prova scritta, dalle 15 in poi.
Simona Capitanio, pescarese, rappresentante dell’Ipssar, è soddisfatta: «Ho studiato tantissimo, pure a tavola e in ogni angolo della casa. La prova di Accoglienza è andata bene, ora spero di ottenere gli stessi risultati a Economia. Il mio sogno, che poi era quello di mio padre Giuseppe, è aprire un pub, possibilmente alle Hawaii». Se c’è una nazione al mondo piena di pub è l’Inghilterra. E Leonardo Mastrodicasa, 22 anni, pendolare di San Valentino insieme a Paolo Della Scafa, 19, vuole diventare cittadino del borgo londinese di Enfield, caro a sua madre Marina. In attesa degli orali, che inizieranno dal 24 giugno, Leonardo strimpella la chitarra per rilassarsi. «Girare il mondo e fermarmi dove più mi piace» è il desiderio di Christian Di Sciullo di Torre de’ Passeri.
Elargiscono consigli sulla dieta mediterranea, Sara Colantuono ed Eleonora Di Martino, entrambe di Guardiagrele. Studentesse di Enogastronomia suggeriscono a chi vuole mantenere il peso forma di seguire una dieta a base di pasta, verdure e frutta secca mista ad insalata, niente alcolici e poco sale. Raccomandazioni da prendere al volo, ultima chiamata. Perché nel futuro Sara diventerà una cantante di jazz, ispirata da Ella Fitzgerald, ed Eleonora indosserà la divisa da finanziere.
Arrivano da Montesilvano, Spoltore, Pianella, Romania e Lettomanoppello, Lorenza Di Giandomenico, Veronica Giancola, Fabio Bitic, Roxana Gherman, Alba Giampietro, Elisa Di Biase, Stefan Salceanu, Alessia Saraullo e Andrea Carlin. Hanno sudato sulla traccia proposta, una serie di disquisizioni su prodotti tipici, marchi alimentari, etichette made in Italy, pane quotidiano per gli studenti dell’Alberghiero. La prova di ieri «è andata bene», più sofferta quella del primo giorno «troppi argomenti, troppo destabilizzante». Per arrivare ad affrontare l’esame hanno «pregato» tanto. Ora sono al giro di boa e aspettano solo gli orali per concludere questo ciclo della loro vita. Alessia, comunque, ha già deciso il suo futuro: sommelier in Spagna. Elisa e Veronica andranno all’università, Teramo e Pescara, Andrea vuole diventare «un prof di Lettere». Stefan tiene in mano mazzo di una quindicina di penne: «Sono benedette da un prete» rivela. Nessuno di loro ha fatto diete drastiche per affrontare l’esame: latte, biscotti, cornetto e succhi a colazione. E c’è chi, però, era disperato perché aveva «lasciato il panino con la mortadella in frigorifero». Prima di andare a casa, ieri, si sono concessi un lauto «aperiesame».
Al liceo socio-psico-pedagogico Marconi, di via Marino da Caramanico, Chiara Di Marco, pescarese originaria di Cugnoli, è una delle prime a finire la prova di inglese e tedesco. Un passeggiata per lei, plurilingue, nata a Kirchheimbolanden, in Germania. Trecento parole buttate giù tutte d’un fiato. L’esame lo ha dedicato a papà Stefano che non c’è più. Dalla borsa tira fuori la fotografia di lei, bimbetta, che sorride accanto all’amatissimo genitore. Per un attimo gli occhi le diventano lucidi, poi si riprende e col sorriso che le riempie il volto, annuncia: «Voglio fare la hostess e volare in California. Tenterò i provini della Ryanair il 5 luglio a Pescara».
Sono studentesse che lavorano Beatrice Chiacchiaretta e Beatrice Mancini, l’una barista, l’altra baby sitter. L’una andrà alle Belle Arti e l’altra a studiare Scienze umane a Macerata per diventare maestra. Il compagno, Nicola Palucci, vuole diventare un principe del foro perché «chi conosce la legge sta sempre un passo avanti». Per questioni di equità «il Miur avrebbe dovuto dare il tempo agli studenti di assimilare la nuova metodica d’esame, non dircelo all’ultimo momento» protestano i tre.
Al liceo Classico, Tacito e Plutarco «non erano difficili» per Natalia Verna, Arturo Belfiglio, Elena Palumbo e Cristina Mucciante. Nicole Maglia, con la foto dell’amica portafortuna sul cellulare, è sollevata: «È l’ultima versione della mia vita». Danilo Belfiglio vuole diventare chirurgo plastico, Beatrice Alferj, ha il cornetto rosso legato al collo e lo mostra insieme a Edoardo Celli, futuro bocconiano a Milano.