Tagli alla Brioni, la Regione convoca i vertici aziendali

4 Settembre 2021

L’assessore Quaresimale: «Pronti a tenere alta l’attenzione sulla vertenza» Il 7 settembre protesta di dipendenti e sindacati contro la chiusura dei reparti

PENNE. La politica regionale si schiera a difesa del futuro dei lavoratori dei reparti di maglieria e camiceria Brioni. L’assessore regionale alle politiche del lavoro, Pietro Quaresimale, ha annunciato che convocherà quanto prima un tavolo alla presenza dei rappresentanti sindacali e dei vertici aziendali della maison d’alta moda pennese. A fare saltare la tregua tra sindacati e dirigenza Brioni è stata la decisione dei vertici aziendali di chiudere le linee camiceria e maglieria senza ricollocare internamente i lavoratori delle due linee, mettendo a rischio il futuro lavorativo di tutte le maestranze interessate. I sindacati hanno proclamato lo stato d’agitazione, organizzato un sit-in di protesta dinanzi lo stabilimento principale di Penne per il prossimo 7 settembre e previsto anche un monte ore di sciopero.
«Va mantenuto l’accordo sottoscritto al ministero dello Sviluppo economico lo scorso 13 aprile», sottolinea Quaresimale, in merito alla vertenza Brioni. «È necessario chiarire i termini della situazione anche perché in una nota ufficiale la proprietà ha ribadito l’aderenza del suo comportamento con quanto previsto nell'intesa del 13 aprile scorso. Per questo motivo», annuncia l'assessore alle Politiche del Lavoro, «convocherò subito per la prossima settimana il tavolo vertenziale alla presenza dei rappresentanti dei lavoratori e dell'azienda».
Il comparto produttivo Brioni dell’area vestina, quello di Roman Style, esclusi i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), conta complessivamente su 958 lavoratori: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello Di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica). «È intenzione della giunta regionale», conclude Quaresimale, «mantenere alta l’attenzione sulla vertenza Brioni e seguire, nei limiti delle proprie competenze, l’evolversi dell’accordo del 13 aprile scorso».
Che le linee camiceria e maglieria fossero sotto la lente d’ingrandimento e potessero essere oggetto di chiusura era risaputo, ma secondo i sindacati l’accordo prevedeva la possibilità di riposizionare i lavoratori, previa formazione, anche su altre linee. Per l’azienda, invece, l’idea è di mettere in campo tutti gli strumenti promossi per ridurre l'impatto sociale: in particolare i percorsi individuali e collettivi di “outplacement”, gestiti da una società leader del settore e con una fortissima presenza sul territorio abruzzese. Se i vertici Brioni vogliono invertire la rotta e riportare il marchio ad i fasti di un tempo, di certo, devono non solo passare attraverso una riduzione e razionalizzazione del personale, ma anche da scelte commerciali e stilistiche più consone a quello che da sempre è stato il target della maison pennese.
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