Tagli alle cure, diffida alla Asl

La madre della disabile: «Grave peggioramento di mia figlia»
PESCARA. Lidia è una pescarese di 27 anni. Soffre di una gravissima tetraparesi spastica con atrofia dei nervi ottici, una quasi totale assenza del linguaggio, un’insufficienza respiratoria cronica che le provoca ricorrenti polmoniti. Si alimenta attraverso una sonda gastrica. Da qualche settimana, a causa del taglio delle terapie domiciliari effettuato dalla Asl di Pescara, si è vista ridurre le sedute riabilitative respiratorie e neuromotorie del 20 per cento. Una situazione che sta provocando un peggioramento delle sue condizioni.
Marilena La Rovere, madre di Lidia, si è rivolta all’associazione Carrozzine determinate Abruzzo, per far luce sulla vicenda. È stato coinvolto anche l’avvocato Mariangela Cilli, che ha inviato una diffida alla Asl. «Risparmiare qualche spicciolo su una disabile come nostra figlia che ha tantissime patologie, significa non garantire il diritto alle cure», dichiara La Rovere. «La riduzione delle terapie respiratorie e neuromotorie ha comportato un grave peggioramento nelle condizioni di salute di Lidia, tanto da determinare situazioni di insufficienza respiratoria soprattutto al mattino».
Claudio Ferrante, presidente di Carrozzine Determinate, invita il direttore generale della Asl Armando Mancini e l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci a intervenire. «La Asl dovrebbe essere consapevole che, in una paziente di tale gravità, le terapie intensive sono indispensabili per evitare atrofie e retrazioni muscolari, un peggioramento della scoliosi, gli spasmi muscolari e le polmoniti causate dal reflusso», spiega Ferrante. «A causa della insufficienza respiratoria cronica, e del bottone gastrico inserito nello stomaco, Lidia non può frequentare i centri riabilitativi. Eppure, nonostante che il medico curante e l’istituto Don Orione che segue Lidia a domicilio, abbiano ribadito la necessità di riconfermare lo stesso numero di terapie per il 2018, l’Unità di valutazione multidimensionale ha ridotto le sedute del 20 per cento. Troppe famiglie stanno subendo tagli indiscriminati alla riabilitazione, che stanno costringendo le famiglie a ricorrere alle cure a pagamento. Chiediamo il ripristino immediato delle terapie, indispensabili per Lidia. Altrimenti porteremo il caso alla ribalta nazionale».
Rosa Anna Buonomo
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