Tagli alle pensioni, nuova protesta

7 Giugno 2019

La Cia (anche dall’Abruzzo) attacca il governo: i soldi tolti non saranno recuperati

PESCARA . Non si placa la protesta dei pensionati dopo l’entrata in vigore, da giugno, del taglio dell’adeguamento al costo della vita degli assegni superiori a 1.520 euro lordi. Dopo la manifestazione di protesta a Roma, indetta dalla Triplice, alla quale hanno partecipato migliaia di abruzzesi, critiche fortissime provengono dall’associazione pensionati della Cia-Agricoltori italiani. «Con la mensilità di giugno l’Inps recupera la quota indicizzata sugli assegni sopra i 1.520 euro lordi (circa 1.200 netti) maturati da gennaio in poi. Un’azione sbagliata e scorretta» secondo Anp di Cia, che lancia l’allarme «su una questione che sta per mettere a rischio quasi 6 milioni di persone. Ancora una volta si sta agendo sulle pensioni come fossero un bancomat dello Stato. Questo per una norma, contenuta nella legge di bilancio, che consentirebbe un risparmio di 3,6 miliardi di euro in tre anni, mentre», aggiunge Anp, «si colpiscono le fasce più deboli e che andrebbero maggiormente tutelate dall’aumento del costo della vita».
Secondo l’associazione, inoltre, la pensione di cittadinanza «non ha risolto in alcun modo il problema delle minime alle prese tra l’altro, con l’incertezza della quattordicesima di cui non fa menzione né la legge di bilancio né il decreto pensioni. Va poi detto che i soldi tolti ai pensionati con il blocco dell’indicizzazione, non saranno mai più recuperati, incidendo sulla perdita del potere d’acquisto degli assegni pensionistici, già arrivata al 30% negli ultimi dieci anni». (c.s.)