Talenti per Guardiagrele Opera

Giovani musicisti da tutto il mondo partecipano alla masterclass con Rigacci e Colasanti
GUARDIAGRELE. La dannunziana " città di pietra " si appresta ad accogliere una moltitudine di giovani musicisti e cantanti, provenienti da ogni parte del mondo per l'edizione 2016 di “Guardiagrele Opera”, il festival lirico realizzato in collaborazione con l'Ente Mostra dell'Artigianato Artistico Abruzzese. L'attuale edizione della rassegna, sarà strutturata in modalità “Opera studio”, coordinata dal soprano Susanna Rigacci, voce delle musiche di Ennio Morricone e con la partecipazione di diversi musicisti che terranno masterclass dal 23 al 30 luglio ad allievi provenienti dall'Italia, dalla Germania, dalla Spagna, dall' Olanda, dal Canada e dal Giappone. I migliori saranno poi selezionati dai rispettivi docenti per partecipare il 31 luglio alla recita della commedia in musica di Giovanni Battista Pergolesi “Lo frate ’nnamorato”, diretta dal maestro Maurizio Colasanti con la regia di Enzo Decaro. «L'Opera Studio» spiega Elsa Flacco «permetterà ai giovani cantanti e musicisti di partecipare a corsi di perfezionamento con maestri di livello internazionale e di mettere in luce le proprie capacità: ciascun docente sceglierà gli allievi migliori, ai quali verrà assegnata una borsa di studio e il privilegio di costituire l'orchestra e ricoprire i ruoli dei personaggi dell'opera che verrà rappresentata il 31 luglio alle ore 21.30 in largo Nicola da Guardiagrele. La prevendita dei biglietti è iniziata da pochi giorni e promette di arrivare in breve al tutto esaurito». L'opera buffa de “Lo frate n' nnamorato”, composta da Pergolesi su libretto di Gennaro Antonio Federico, venne rappresentata per la prima volta a Napoli il 27 settembre 1732 al Teatro dei Fiorentini e, successivamente, ripresentata con qualche modifica apportata dall'autore nello stesso teatro, durante le celebrazioni del carnevale del 1734. La vicenda dell'opera, ambientata a Capodimonte, dalla comicità vivace e coinvolgente esaltata dall'uso del dialetto napoletano, ruota attorno ad una serie di matrimoni incautamente progettati per convenienza, senza il consenso delle ragazze interessate, dal ricco borghese romano Carlo e dall'attempato popolano napoletano Marcaniello.
Giovanni Iannamico

