Tamponi di massa a scuola per i ragazzi delle superiori

Il Comune si attiva dopo le sollecitazioni dei dirigenti scolastici: si comincia il 19 E ieri il tavolo in prefettura per fare il punto sul trasporto scolastico: promosso
PESCARA. Scatterà anche nelle scuole superiori di Pescara lo screening di massa. Dopo due mesi di sola didattica a distanza, mercoledì sono ricominciate le lezioni in presenza per il 50 per cento della popolazione studentesca che frequenta i 10 istituti superiori nel capoluogo adriatico. Se è tanto l'entusiasmo di tornare a sedersi tra i banchi e di respirare una sorta di normalità, è altrettanto alta la preoccupazione. Più di un dirigente scolastico nei giorni scorsi aveva richiesto alle istituzioni la ripartenza delle operazioni di screening. Il Comune, pur non essendo direttamente competente sulle scuole superiori, anche sulla base della precedente esperienza, in questi giorni sta rimettendo in piedi tutta l’organizzazione, che già a gennaio aveva coinvolto licei e istituti tecnici.
«Vogliamo mettere in sicurezza il più possibile tutte le scuole», evidenzia l'assessore alla Pubblica Istruzione Gianni Santilli. «Per questo stiamo lavorando per ripartire con gli screening anche tra gli studenti delle superiori. Questa mattina (ieri per chi legge ndc) ho avuto un primo confronto con alcuni dirigenti e con le dottoresse Rita Mazzocca e Daniela Arcieri della Asl».
I tamponi, su base volontaria e che danno una risposta nell’arco di 15 minuti, dovrebbero cominciare nella settimana del 19 aprile, direttamente nelle scuole. La Asl è al lavoro per individuare le équipe mediche per eseguire i tamponi sui ragazzi. All’interno degli istituti verranno allestite delle postazioni in aree comuni, ma è possibile che i prelievi vengano fatti direttamente nelle classi. Ancora scottati dalla terza ondata che ha colpito Pescara come prima città in Italia, alimentata dalla variante inglese più contagiosa, e che solo negli ultimi giorni sta consolidando la sua discesa, l’operazione punta a scovare eventuali positivi asintomatici che, ignari, potrebbero far circolare il virus tra i loro compagni e docenti e che quindi potrebbero generare veri e propri focolai.
«La Provincia», commenta il presidente dell'ente Antonio Zaffiri, «non ha il personale necessario, e dunque il Comune ha dato la disponibilità di organizzare lo screening anche per le scuole superiori, entrando direttamente negli istituti, per cercare di raggiungere il maggior numero dei ragazzi». Intanto ieri pomeriggio, il prefetto Giancarlo Di Vincenzo ha convocato il tavolo sul trasporto scolastico, nato per tarare gli orari didattici con il servizio dei mezzi pubblici.
L'incontro è stata l'occasione per analizzare il funzionamento del servizio nei primi due giorni di ripresa dell’attività didattica in presenza.
Dal monitoraggio non sono state evidenziate situazioni di sovraffollamento né sui mezzi e né alle fermate, per cui il sistema proseguirà così come era stato approntato a gennaio scorso e riproposto con la ripresa della didattica in presenza al 50 per cento: vale a dire ingressi e uscite suddivisi in due grandi fasce orarie distanziate di 90 minuti.
«Sul piano trasporti», sottolinea il prefetto Di Vincenzo, «non sono emerse problematiche. Anzi studenti e genitori, per prudenza e un po’ di paura generalizzata, in questa prima fase stanno optando per muoversi maggiormente con mezzi propri. È ancora presto per dare un giudizio più articolato, per cui la prossima settimana ci riuniremo di nuovo». Alla riunione, da remoto, hanno preso parte i rappresentanti della Regione, dei Comuni dove si trovano gli istituti superiori (Pescara, Montesilvano, Penne, Popoli, Città Sant'Angelo), di Trenitalia e Tua, dei sindacati, nonché dell'ufficio scolastico provinciale.

