Tamponi negativi per 9 migranti Il sindaco: «Sicurezza rispettata»

25 Agosto 2020

MOSCUFO. Dei dodici migranti positivi al Covid, ospitati nel centro di accoglienza straordinario in via Cristoforo Colombo a Moscufo, nove sono risultati negativi ai tamponi. Ma i test eseguiti lo...

MOSCUFO. Dei dodici migranti positivi al Covid, ospitati nel centro di accoglienza straordinario in via Cristoforo Colombo a Moscufo, nove sono risultati negativi ai tamponi. Ma i test eseguiti lo scorso venerdì, come riferisce il sindaco Claudio De Collibus, dovranno essere ripetuti con tutta probabilità domani. Soltanto dopo due risultati negativi consecutivi, infatti, si potrà ufficialmente dichiarare che hanno risolto i sintomi dell’infezione e risultano quindi guariti.
Nel frattempo tutti i 50 migranti, trasferiti il primo agosto dall’hub di Porto Empedocle (Agrigento), arrivati all’isola di Lampedusa dal Mali, dalla Costa d’Avorio, dal Senegal, dalla Liberia e dal Ghana, stanno osservano una rigida quarantena all’interno della palazzina che si trova nella zona industriale di Moscufo, lungo la strada che porta a Cappelle sul Tavo. I dodici che hanno contratto il virus, tutti asintomatici e in buone condizioni di salute, sono isolati da settimane negli appartamenti agli ultimi piani della struttura, senza contatti con i sei operatori del Cas e con il gestore Francesco Felicione. Gli altri, invece, possono passeggiare all’interno del cortile e del giardino, ma sono sorvegliati giorno e notte da dieci uomini tra poliziotti e carabinieri che presidiano i cancelli per evitare che si verifichino fughe. «Stiamo aspettando i risultati dei tamponi», spiega il sindaco De Collibus, «anche per gli altri tre migranti di cui non si conosce ancora l’esito dei test. Per fortuna non ci sono stati problemi di sicurezza a Moscufo, a differenza di quanto successo in altre strutture abruzzesi. Ma qui ci sono famiglie con i bambini, una situazione tranquilla».
Quanto alla futura destinazione dei 50 migranti per ora non ci sono notizie certe. «Ho detto alla Prefettura», prosegue il sindaco, «che, se devono mandarci altri immigrati, preferiamo tenerci queste famiglie. Ma la mia parola vale zero».
Nella comunità, dopo i timori iniziali legati alla trasmissione del Covid e all’eventuale fuga degli immigrati, gli animi sembrano essersi rasserenati. La popolazione, infatti, ha contribuito all’accoglienza organizzando anche una raccolta di giocattoli, vestiti e altri materiali per i bambini e le famiglie ospitate nel Cas. «La situazione si è tranquillizzata», aggiunge il sindaco De Collibus, «le cose sono andate per il verso giusto, come speravamo, ma resta la paura per la trasmissione del Covid. Abbiamo capito che il virus non lo hanno portato gli immigrati, che sono rimasti chiusi nel Cas, ma comunque i contagi si stanno alzando e la paura in paese c’è». (y.g.)
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