Tante vite salvate con Mare amico

18 Agosto 2017

Seconda edizione dell’esercitazione della Fisa e dei volontari della Misericordia

PESCARA . Un uomo entra in acqua ignorando il segnale di pericolo, la bandiera rossa, e si ritrova sopraffatto dalle onde e dalla corrente, perdendo i sensi. Ad accorgersi della sua evidente difficoltà sono i baywatch della Fisa, la Federazione Italiana Salvamento Acquatico, Sezione provinciale di Pescara, e gli Angeli del Mare, che corrono in suo soccorso con l’ausilio indispensabile di Ambra, uno splendido Labrador addestrato al salvamento che riporta a riva l’uomo e il bagnino. Una volta a riva, ci sono i volontari della Misericordia che gli praticano le manovre di soccorso e rianimazione. Si tratta della seconda edizione di “Mare Amico”, l’esercitazione che si è svolta nello stabilimento balneare “Il Nuovo tramonto”, sulla riviera sud di Pescara, dinanzi a un pubblico di centinaia di bagnanti che ha applaudito i volontari e Ambra, il Labrador che ha partecipato alla giornata di salvamento insieme dal suo partner soccorritore, Angelo. Presenti il Governatore della Misericordia di Pescara, Berardino Fiorilli, il responsabile della Fisa Pescara, Antonio Gasparroni, Marco Schiavone e Carmen Padalino degli Angeli del Mare, e il maestro Angelo Lepore, istruttore dell’Associazione di Salvamento cinofilo Aquatic Emotions. «È importante svolgere direttamente sulla spiaggia queste esercitazioni che hanno un duplice obiettivo», ha spiegato Fiorilli: «da un lato divulgare la politica della prevenzione in mare, dall’altro dimostrare la perfetta sinergia esistente tra le forze deputate al soccorso». Secondo Fiorilli è importante approfittare di simili giornate, quando le spiagge sono più affollate, per ricordare ai bagnanti poche, ma fondamentali, regole per vivere il mare con tranquillità: entrare in acqua gradualmente, bagnandosi poco per volta per non risentire dell’escursione caldo-freddo; non entrare mai in acqua da soli; evitare di spingersi troppo al largo, dove la stanchezza o un improvviso mutare delle correnti potrebbero creare delle difficoltà; rispettare i tempi della digestione, e, soprattutto, rispettare le indicazioni degli addetti al salvamento. «Dunque, anche durante un’emergenza», ha concluso Fiorilli, «abbiamo dimostrato che senza farsi prendere dal panico, il soccorso c’è, agisce tempestivamente, e salva vite umane. E fra l’altro abbiamo impartito anche le nozioni più elementari per la prima rianimazione, in attesa dell’arrivo dei soccorsi». (a.b.)
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