Tari, altri 10 giorni per evitare le multe

4 Aprile 2018

La prima rata è scaduta ma c’è chi non ha ancora i bollettini per pagare. Il Comune assicura: «Tollerenza fino al 15 aprile» 

PESCARA. Sono trascorsi quattro giorni dalla scadenza dei termini per pagare la prima rata della Tari. Ma alcuni contribuenti non hanno ancora ricevuto per posta i bollettini precompilati dal Comune.
«Gli uffici non mi hanno fornito dei numeri al riguardo», ha spiegato l’assessore ai tributi Giuliano Diodati, «è possibile che la ditta incaricata non sia riuscita a recapitare alcuni bollettini per l’irreperibilità dei contribuenti». Continuano, tuttavia, ad arrivare segnalazioni di cittadini preoccupati, perché non sono riusciti ancora a mettersi in regola con il pagamento della prima rata della tassa sui rifiuti scaduta il 31 marzo. Gli uffici dell’ente assicurano che ci sarà tolleranza nei pagamenti effettuati con pochi giorni di ritardo. Del resto, lo prevede la legge. In pratica, fino al prossimo 15 aprile i contribuenti non rischieranno sanzioni per ritardato versamento. Questo vuol dire che ci sono altri 10 giorni di tempo, se si esclude la domenica, per mettersi in regola senza rischi di multe. Multe che, comunque, verranno applicate dagli uffici, a chi supererà il termine del 15 aprile, durante gli accertamenti tributari previsti ogni sei mesi.
Però, chi non vuole rischiare può sempre ricorrere al fai-da-te. Gli uffici dell’ente hanno predisposto sul sito on line un calcolatore dove, inserendo le proprie generalità e i dati dell’immobile, si può procedere ad effettuare il calcolo degli importi da pagare e a stampare gli appositi modelli F24 per fare i versamenti in banca, agli uffici postali, o tramite home banking. Una volta entrati nel sito, basterà cliccare sull’icona «Calcolatore Tari».
La seconda strada da percorrere è più semplice. Dopo essere entrati nel sito Internet dell’ente, si dovrà cliccare sull’icona «Cassetto fiscale». Registrandosi con i propri dati e inserendo una password, sarà possibile accedere alla propria posizione tributaria. In quella pagina, si potranno scaricare i modelli F24 già pronti con gli importi per i versamenti.
In alternativa, chi non possiede un computer può ricorrere al conteggio manuale. Per procedere al calcolo si dovrà verificare la categoria di appartenenza, ossia alle utenze domestiche, cioè le abitazioni civili, oppure alle utenze non domestiche, ossia gli immobili utilizzati per le attività produttive, commerciali o artigianali.
Ad esempio, per calcolare l’importo di un’utenza domestica si dovranno individuare prima le tariffe fissa e variabile, sulla base del numero dei componenti familiari. Quella fissa andrà moltiplicata per la superficie occupata dell’immobile in metri quadrati. Il risultato si dovrà sommare alla tariffa variabile. Il tutto moltiplicato per il 5 per cento del tributo provinciale. Si otterrà così l’importo totale.
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