Tari, mini aumenti per famiglie e negozi

18 Gennaio 2019

Via libera del consiglio all’imposta più cara, ma crescono gli sconti per famiglie indigenti e anziani su richiesta dei sindacati

PESCARA. Quest’anno le famiglie, i negozi e le imprese pagheranno un po’ di più per la tassa sui rifiuti (Tari). In compenso, i contribuenti con problemi economici, gli anziani e gli invalidi beneficeranno di sconti maggiori sull’imposta. Sono le novità contenute nella delibera approvata ieri dal consiglio comunale. Delibera allegata al bilancio, insieme al Piano triennale delle opere pubbliche. Oggi, l’aula proseguirà i lavori esaminando il Piano, poi dalla prossima settimana passerà al documento contabile. I tempi per l’approvazione dei due provvedimenti non saranno brevi, perché ci sono 480 emendamenti da discutere, di cui in gran parte presentati dal Movimento 5 Stelle e dal centrodestra. Torniamo alla Tari.
MINI AUMENTI. Ieri il consiglio ha recepito le nuove tariffe della Tari per quest’anno, già rese note in un articolo pubblicato sul Centro il 16 dicembre scorso. Sono stati così confermati i piccoli aumenti, rispetto alle tariffe dell’anno scorso, che si aggirano sul 3 per cento. Una famiglia di due o tre persone, con un’abitazione tra i 90 e i 120 metri quadrati, pagherà in media tra i 5 e i 7 euro in più, rispetto al 2018. Facciamo alcuni esempi per capire meglio.
Un contribuente single, che vive in un’abitazione di 60 metri quadrati, l’anno scorso pagava per la tassa sui rifiuti 122,57 euro, quest’anno dovrà versare 126,94 euro, cioè il 3,57 per cento in più. La tassa per una coppia, moglie e marito, che ha la residenza in un’abitazione di 90 metri quadrati, passerà da 217,96 a 225,75 euro. La Tari per una famiglia di tre persone con una casa di 120 metri quadrati crescerà da 291,74 a 302,09 euro, il 3,55 per cento in più.
Aumenti tra lo 0,98 e il 3 per cento interesseranno anche le cosiddette utenze non domestiche, ossia negozi, imprese, uffici, bar, ristoranti, alberghi, studi professionali, supermercati, discoteche e stabilimenti balneari. Così, sempre come esempio, un negozio di abbigliamento di 50 metri quadrati pagava fino all’anno scorso 289,8 euro, compresa l’addizionale provinciale del 5 per cento. Quest’anno dovrà versare 296,1 euro, cioè il 2,02 per cento in più. La spesa per un bar di 60 metri quadrati, invece, passerà da 996,66 euro a 1.011,15 euro, ossia l’1,49 per cento in più.
SUPER SCONTI. Il consiglio comunale ha approvato anche un emendamento, presentato dalla maggioranza, che recepisce l’accordo raggiunto nei giorni scorsi, dopo alcune riunioni, tra l’assessore al bilancio e ai tributi Marco Presutti, il ragioniere generale del Comune Andrea Ruggieri e i rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil, Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil. Accordo che prevede un forte aumento degli sconti per le categorie più deboli, ossia, famiglie senza redditi, disoccupati, anziani e disabili. In particolare, si è stabilito di aumentare per quest’anno il taglio delle tariffe Tari dal 50 all’80 per cento per i nuclei familiari in cui l’unica fonte di reddito sia costituita dalla cassa integrazione guadagni, dall’indennità di disoccupazione o di mobilità.
Passa, invece, dal 70 al 90 per cento la riduzione per le famiglie senza redditi a seguito della perdita dell’occupazione.
Sale, infine, dal 20 al 50 per cento l’agevolazione per le abitazioni, con superficie superiore a 40 metri quadrati, occupate da due persone, a condizione che uno degli occupanti sia una badante regolarmente assunta e il titolare dell’abitazione abbia un reddito Isee del 2018 non superiore a 15.000 euro.
NIENTE TAGLI ALL’IRPEF. I sindacati avevano richiesto al Comune di ridurre anche l’addizionale Irpef, ora al massimo. Ma l’amministrazione ha spiegato che non può farlo, in quanto è soggetta ai vincoli normativi connessi al Piano di riequilibrio dei conti.
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