Tari, niente multe per chi paga in ritardo

Diodati rassicura chi non ha ricevuto ancora i bollettini: «No alle sanzioni per i versamenti effettuati pochi giorni dopo il 31»
PESCARA. Sabato prossimo 31 marzo scadrà il termine per il versamento della prima rata della Tari, ma i bollettini ancora non arrivano. Forse sono migliaia i contribuenti che non possono andare a pagare la tassa sui rifiuti, a quattro giorni dalla scadenza, perché non hanno ancora ricevuto i modelli F24 precompilati, inviati come ogni anno dal Comune.
E la preoccupazione di incappare in sanzioni per il mancato versamento cresce di giorno in giorno. Ma ieri l’assessore ai tributi Giuliano Diodati è intervenuto di nuovo per tranquillizzare i cittadini sprovvisti dei bollettini. «I modelli F24 sono stati spediti e dovrebbero arrivare a tutti nel giro di qualche giorno», ha detto, «ma se qualcuno ne dovesse rimanere sprovvisto, non si dovrà preoccupare. Gli uffici saranno tolleranti nei confronti di chi dovesse pagare con qualche giorno di ritardo rispetto alla scadenza del 31 marzo».
In pratica, non dovrebbero essere applicate le sanzioni e nemmeno gli interessi di mora. Non si sa però quanto durerà effettivamente questa tolleranza da parte degli uffici dell’ente. L’assessore ha parlato genericamente di qualche giorno, ma non c’è, almeno per ora, un provvedimento di proroga dell’imminente scadenza.
I problemi non finiscono qui. Chi volesse procedere al fai-da-te utilizzando il sistema automatico sul sito Internet del Comune, cliccando sull’icona «Calcolatore Tari», rischierà una sanzione, perché l’importo della tassa da versare risulterà più basso di quello dovuto effettivamente. Gli uffici dell’ente non hanno provveduto ad aggiornare le tariffe e quelle che vengono utilizzate automaticamente dal calcolatore sono quelle dell’anno scorso. Bisogna ricordare, in proposito, che quest’anno l’amministrazione comunale ha proceduto ad un ritocco all’insù di tutte le tariffe. Gli aumenti si aggirano in media tra il 4 e il 5 per cento, sia per le famiglie, che per le cosiddette utenze non domestiche, ossia imprese, attività commerciali, stabilimenti balneari, uffici, studi professionali.
A questo punto, i contribuenti senza bollettini, intenzionati a pagare la prima rata entro sabato prossimo, avranno solo una possibilità: effettuare il calcolo in autoliquidazione a mano, recuperando in qualche modo le nuove tariffe. Queste sono di due tipi, quelle per le utenze domestiche, cioè le abitazioni civili e quelle per le utenze non domestiche, ossia attività industriali, commerciali, professionali, artigianali. Ad esempio, per quelle domestiche, l’importo si ottiene moltiplicando la tariffa fissa per i metri quadrati dell’immobile e poi sommando il risultato alla quota variabile. Il tutto andrà moltiplicato per il 5 per cento del tributo provinciale.
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