Tassa dei rifiuti in 4 rate: pagamenti al via da maggio

24 Marzo 2016

Il consiglio dà l’ok: il primo versamento sarà pari al 40 per cento dell’imposta totale Le altre scadenze sono state fissate al 31 luglio, al 30 settembre e al 30 novembre

PESCARA. No alla Tari in due rate, quest'anno, come proposto l'altro ieri in consiglio comunale dalla giunta municipale (e rimane, tuttavia, la possibilità di pagare in un'unica soluzione). Le rate, per tutti, per residenti ed esercenti commerciali, rimarranno 4, come l'anno scorso, anche se cambierà la percentuale nella distribuzione dell'imposta. La tassa sui rifiuti infatti non verrà spalmata su 4 rate identiche, ma verrà divisa con una rata, la prima, che sarà pari al 40% del totale dell'imposta, e le altre tre ciascuna pari al 20% del dovuto. Le date di scadenza, per i versamenti, rimangono poi le stesse.

I versamenti. Per la prima rata, quella del 40%, il giorno ultimo per il pagamento è il 31 maggio prossimo, mentre le altre tre (ferma restando la possibilità di pagare in un'unica rata), quelle pari al 20%, sono fissate al 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre. Così ha deciso ieri, con una delibera votata a maggioranza (307 gli emendamenti cancellati), il consiglio comunale, il quale ha anche invitato la giunta comunale, su iniziativa del consigliere comunale di Forza Italia, Vincenzo D'Incecco, a riportare alla percentuale del 25% le 4 quote della Tari, per il 2017, con un anticipo però di due mesi per la data di scadenza della prima rata.

Nel 2017. La prima rata della tassa sui rifiuti si dovrebbe pertanto pagare, nel 2017, entro il 31 marzo, la seconda entro il 31 maggio - così da raccogliere, già entro il primo semestre, la metà dell'imposta totale - mentre le ultime due entro le stesse date previste per quest'anno per la terza e la quarta rata. Non è passata quindi la proposta della giunta comunale volta a ridurre a due le rate della Tari, pensata soprattutto per andare incontro alle esigenze di anticipazione di cassa per Il Comune, con un'opposizione contraria, a partire dal Movimento 5 Stelle e Forza Italia, che hanno imposto alla maggioranza di centrosinistra un passo indietro. «Quando non si hanno dei pregiudizi», è intervenuto dai banchi dell'opposizione il capogruppo di Forza Italia, Marcello Antonelli, «si fa un buon lavoro», ha osservato accennando all'accordo bipartisan relativo alla conferma delle 4 rate della Tari, «e quella del consiglio comunale non è stata una ratifica di decisioni prese altrove». Idem per il capogruppo del Pd, Marco Presutti, per il quale «si è fatto un buon lavoro di mediazione. Anche perché si tratta di un'imposta rilevante e quindi diluirla agevola il cittadino». Per Erika Alessandrini, consigliera dei 5 Stelle, «si sarebbero potute mantenere tutte le rate al 25%, ma il Comune è in predissesto finanziario, e non è stato possibile, in quanto avrebbe dovuto anticipare». Tecnico invece l'intervento del capogruppo del Nuovo centrodestra, Guerino Testa. «Si tratta di un accordo importante», ha sottolineato, «e lo dico da dottore commercialista. È stato opportuno rimanere alle 4 rate, anche perché la pressione fiscale è già alta». E se l'accordo bipartisan è stato rimarcato anche da Eugenio Seccia, di Forza Italia, e da Gabriella Lola Berardi, di Pescara Bene comune, la capogruppo dei 5 Stelle, Enrica Sabatini, ha evidenziato che «il Comune è in predissesto per come è stato amministrato negli anni precedenti», mentre D'Incecco ha ricordato il ruolo del centrodestra sulle 4 rate della Tari. «La palla al centro l'abbiamo rimessa noi», ha detto il consigliere forzista. Ivano Martelli, di Sel, ha rilevato che «la Tari costa meno dell'anno scorso».

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