Tasse, come pagare meno

24 Aprile 2019

Dalle spese per i farmaci ai lavori in casa: I 28 oneri che si possono dedurre

PESCARA. A partire dallo scorso 15 aprile è online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate, la dichiarazione dei redditi precompilata.
Il modello contiene già alcuni dati “tracciati”: dalle spese sanitarie a quelle universitarie; dai premi assicurativi, dai contributi previdenziali, alle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica.
A partire dal 2 maggio sarà possibile accettare, oppure modificare e inviare il modello. «Chi accetta online il 730 precompilato senza modifiche», avverte l’Agenzia delle Entrate, «non dovrà più esibire le ricevute che attestano oneri detraibili e deducibili e non sarà sottoposto a controlli documentali». Chi invece apporterà le modifiche dovrà conservare tutti gli scontrini e le ricevute per cinque anni.
OCCHIO ALLE SCADENZE. Oltre al 730 (il modello per lavoratori dipendenti e pensionati), è disponibile anche il modello Redditi persone fisiche precompilato (per i titolari di partita Iva). Chi non accetta, e vuole modificare o aggiungere altri dati, può rivolgersi a un Caf o a un professionista. Avrà tempo fino al 23 luglio per presentare il 730, e fino al 30 settembre per il modello Redditi Persone fisiche (ex Unico).
DETRAIBILI E DEDUCIBILI. Sono le due categorie fondamentali di spese sostenute che contribuiscono ad abbassare la somma che dobbiamo versare la fisco. Le spese detraibili sono quelle che vengono detratte direttamente dall’ammontare complessivo delle tasse. Ad esempio, se dobbiamo pagare diecimila euro, ma abbiamo 2.000 euro di spese detraibili, ne pagheremo 8.000. Le spese deducibili, invece, sono quelle che aiutano ad abbassare l’imponibile. In soldoni significa che se abbiamo guadagnato diecimila euro, e abbiamo 2.000 euro di spese deducibili, la tassa che dobbiamo pagare va calcolata sulla somma restante, cioè 8.000 euro.
GLI SCAGLIONI. Della famosa Flat tax di cui si parla ormai dall’anno scorso, al momento sembrano essersi le tracce. Per dichiarare i redditi percepiti nel 2018 resta in vigore il sistema dell’aliquota progressiva. Gli scaglioni sono ancora 5: dal 23% per redditi fino a 15mila euro, al 43% per i redditi superiori a 75mila euro, passando per il 27% (da 15mila a 28mila), il 38% (da 28mila a 55mila), e il 41% (da 55mila a 75mila). A titolo di esempio, se una persona ha guadagnato 30mila euro, pagherà il 27% fino ai primi 28mila, e il 38% sui restanti duemila.
LE SPESE DETRAIBILI. Sono le somme, come abbiamo detto, che vanno detratte dall’ammontare delle tasse. In questa categoria rientrano tutti i “Bonus” casa (ristrutturazioni, miglioramento energetico, adeguamento sismico, acquisto mobili e grandi elettrodomestici, e il Bonus verde) . Naturalmente, non possono essere detratti al 100%, ma in una percentuale stabilita di volta in volta. La somma sarà suddivisa nell’arco di 10 anni. Per le ristrutturazioni edilizie e il risparmio energetico o misure antisismiche, la percentuale va dal 50% al 65%. Sale fino al 75%, per i condomini che effettuano lavori di adeguamento sismico. Gli interessi passivi sul mutuo della prima casa possono essere detratti al 19% ogni anno, fino a un massimo di 4mila euro. Poi ci sono le spese sanitarie, che possono essere detratte nella quota che supera la franchigia di 129,11 euro. Spetta il 19% di detrazione per spese sostenute per prestazioni chirurgiche, ricoveri, analisi, indagini radioscopiche, visite e prestazioni specialistiche, fisioterapia, logopedista, igienista dentale. La franchigia non si applica se le spese riguardano persone disabili. Tra le detraibili figurano anche le spese sostenute per consentire ai propri figli di svolgere attività sportive (massimo 210 euro per ogni figlio), quelle per la scuola, l’affitto pagato al figlio studente universitario fuori sede ( fiscalmente a carico, e nella misura del 19%, fino a un massimo di 500 euro), le spese per il trasporto pubblico e quelle per l’acquisto di uno strumento musicale. Possono essere detratte, al 19%, anche le spese funebri. Nell’elenco anche le erogazioni a favore delle onlus, le spese per intermediazione immobiliare e da quest’anno anche quelle sostenute per figli o familiari a carico affetti da Dsa (Disturbi specifici dell’apprendimento.
SPESE DEDUCIBILI. Sono le spese mediche rimborsate da una polizza malattia, l’assistenza infermieristica e riabilitativa, gli assegni periodici corrisposti al coniuge separato, i contributi versati ai fondi di previdenza complementare, i contributi agricoli unificati versati all’Inps, i contributi previdenziali e assistenziali obbligatori per legge, i contributi versati per il riscatto degli anni di laurea, le spese della polizza vita (in una certa percentuale), e i contributi o erogazioni liberali erogati a Ong, Onlus, enti di ricerca, scuole e università con finalità scientifica o religiosa (26%). Infine, si possono dedurre anche le spese sostenute per l’adozione internazionale di bambini. In questa categoria anche le spese sostenute per ippoterapia e musicoterapia, purché prescritte da un medico a portatori di handicap.
I CARICHI DI FAMIGLIA. Detrazioni e deduzioni spettano anche a chi ha familiari (figli, coniuge, genitori, nonni, fratelli e persino suoceri e generi) a carico. Vengono definite detrazioni per carichi di famiglia. Le condizioni essenziali, per usufruire di queste detrazioni, sono la convivenza e il far parte dello stesso nucleo familiare.
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