Tasse e multe, una maxi sanatoria

27 Marzo 2021

Rottamazione agevolata delle cartelle esattoriali: chi può farla e per quali cifre

L'AQUILA. Nella maxi sanatoria delle cartelle esattoriali, contenuta nel decreto Sostegni, approvato di recente dal Consiglio dei ministri, possono rientrare anche carichi eventualmente già oggetto di vecchie rateazioni, rottamazione agevolata e saldo e stralcio. Ma per i dettagli dell'operazione bisognerà attendere un decreto attuativo del ministero dell’Economia, che verrà emanato entro il 23 aprile. Non ci sarà nessuna procedura da seguire, per il contribuente, che si vedrà "annullare" in automatico le somme dovute all'Erario: è il Fisco, infatti, che cancellerà direttamente le cartelle esattoriali agli utenti che rientrano nei requisiti richiesti.
Nell’attesa di verificare quali cartelle saranno stralciate, i relativi carichi restano sospesi, anche se le somme già versate, prima della data dell’annullamento delle cartelle, non verranno restituite, pur rientrando nei ruoli cancellati.
DEBITI AMMESSI. Per quanto riguarda il condono dei debiti fino a 5mila euro, la formulazione della norma inserita nel decreto Sostegno, prevede che la sanatoria riguardi tutti i singoli debiti, affidati agli agenti della riscossione fra il primo gennaio 2000 e il 31 dicembre 2010, di importo fino a 5mila euro.
Importo comprensivo di sanzioni e interessi, a carico sia delle persone fisiche che delle imprese e partite Iva. Ma c'è un limite massimo che crea lo sbarramento: il reddito imponibile del 2019 non deve superare la soglia dei 30mila euro. Nel decreto vi è anche un preciso riferimento alle cartelle ricomprese nelle misure di pace fiscale degli anni scorsi. Quindi, i contribuenti che per esempio hanno aderito alle vecchie edizioni della rottamazione, si vedranno eliminare dal debito residuo le cartelle che dovessero rientrare nel perimetro della sanatoria.
IMU E MULTE. La sanatoria abbraccia diversi settori: dal modo in cui è formulata la norma, saranno compresi nell'annullamento delle cartelle esattoria tutti i debiti fiscali, anche quelli verso gli enti locali, come ad esempio l'Imu, e le multe stradali.
Sono, invece, esclusi dal condono fiscale le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato, come previsto dall’articolo 16 del regolamento dell'Unione Europea 2015/1589 del Consiglio, emanato il 13 luglio 2015. Esclusi anche i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti, le multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna e le risorse proprie tradizionali dell’Unione Europea, oltre all'Iva applicata sull’importazione.
REQUISITO TEMPORALE. Occhio al fattore temporale. Ai fini della definizione del lasso di tempo in cui devono ricadere le cartelle condonabili, va tenuto presente che fa testo il momento in cui il debito è stato affidato all’Agente della riscossione e non l’anno fiscale a cui il mancato pagamento si riferisce.
Per esempio, una contestazione riferita al 2010, ma affidata ad Equitalia in data successiva, non rientra nella sanatoria. Ad ogni modo, sarà un decreto del ministero dell’Economia a definire i parametri precisi di applicazione e a stabilire, in maniera inequivocabile, come dovrà avvenire il condono e da quali date vengono annullati i debiti.
Saranno previste anche le regole che dovranno essere applicate dagli enti creditori.