Tasse sospese alle imprese Accordo sul maxi sconto

15 Febbraio 2020

L’annuncio di Amendola (rapporti con l’Ue) all’incontro con Confindustria Esentate le aziende che nel 2009 totalizzavano l’80% del fatturato in regione

L’AQUILA. Le imprese abruzzesi possono cantare vittoria. Grazie a un accordo raggiunto tra il Governo italiano e la Commissione europea, non penderà più su di loro la spada di Damocle della restituzione al 100% e in un’unica soluzione delle tasse sospese all’indomani del terremoto del 6 aprile 2009. Ad annunciare la svolta è stato il ministro per i rapporti con l’Europa, Vincenzo Amendola, nel corso di una visita compiuta ieri all’Aquila. Il ministro si è recato nella sede di Confindustria Abruzzo Interno, dove ha incontrato i rappresentanti istituzionali e i vertici delle associazioni datoriali e di categoria del territorio.
LA VICENDA. L’Unione europea, nel 2015, aveva aperto nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione perché aveva considerato, a causa di un errore di notifica, le tasse sospese a 124 aziende del Cratere 2009 come aiuti di Stato. La procedura implicava che le imprese che avessero beneficiato della sospensione avrebbero dovuto restituire per intero gli sgravi, che complessivamente ammontano a circa 75 milioni di euro.
Dal giorno dell’apertura del contenzioso con Bruxelles, i vari governi fin qui succedutisi hanno concesso alle aziende una serie di proroghe (l’ultima scadrà il prossimo giugno) in attesa che venisse trovata una soluzione definitiva. Dopo anni di ricorsi legali, manifestazioni di piazza e prese di posizione anche dure nei confronti della Commissione, si è giunti finalmente a una soluzione che permetterà alla maggior parte delle aziende di ridurre di molto o di azzerare del tutto gli importi da restituire.
IL PROTOCOLLO. La soluzione è contenuta in un protocollo che il ministero per i rapporti con l’Europa e la Direzione per la concorrenza della Commissione hanno compilato insieme, al termine di una lunga trattativa. Il via libera della Commissione è stato comunicato con una lettera inviata al ministro il 12 febbraio. Vediamo i dettagli del documento.
I CINQUE CRITERI. Il protocollo si basa sul riconoscimento di cinque criteri. Il primo è quello di prossimità, che stabilisce che sono esentate dalla restituzione le aziende che nei tre anni precedenti al sisma del 2009 totalizzavano l’80% del fatturato in un ambito geografico ristretto a sette regioni: Abruzzo, Lazio, Marche, Molise, Emilia Romagna, Puglia e Umbria. «È chiaro» hanno spiegato il ministro Amendola e il suo Capo di Gabinetto, Fabrizio Lucentini (colui che ha curato il dossier) «che un’azienda che svolge la propria attività prevalentemente in una porzione circoscritta del territorio nazionale non può alterare il mercato interno europeo». Questo principio dovrebbe, tra le altre cose, mettere al sicuro tutte le aziende in house (per esempio Tua) che hanno beneficiato della sospensione. Il secondo criterio è quello del de minimis: sarà applicato retroattivamente il regolamento a 200 mila euro. Il terzo criterio è quello dell’ampliamento della lista dei danni ammissibili nel computo degli sgravi: sarà ammesso, per esempio, anche l’abbassamento del valore degli immobili di proprietà delle aziende danneggiati dal terremoto. Questi tre criteri sono alternativi, nel senso che le imprese potranno optare solo per uno di essi. La vera svolta è che, qualunque opzione verrà scelta, sarà sufficiente un’autodichiarazione. Una soluzione che eliminerà lunghe e farraginose procedure burocratiche. Qualora le aziende non potessero percorrere una di queste strade, potranno comunque giocarsi altre due carte: o la compensazione con i crediti vantati nei confronti della PA (anche qui basterà un’autodichiarazione) o una rateizzazione triennale.
LE REAZIONI. «È una bella giornata per L’Aquila e per tutto il territorio. Oggi possiamo voltare pagina» ha detto il ministro Amendola. «Usciamo da una stagione dura: rispetto tutto quello che è successo, ma il negoziato questa volta ha funzionato perché a Bruxelles non siamo andati a sbattere i pugni ma a proporre idee». Soddisfatto anche il presidente nazionale di Confindustria, Vincenzo Boccia, che era stato all’Aquila una settimana fa per partecipare a un convegno sul decennale del terremoto: «Quando l’Italia riesce a sviluppare un sano gioco di squadra, i problemi si risolvono con soddisfazione generale». «Si tratta di una soluzione storica», ha osservato Giovanni Legnini, «che ridisegna i rapporti tra la Commissione e gli Stati Ue sul tema degli aiuti di Stato in caso di calamità naturali».
I PRESENTI. Ad accogliere il ministro, c’erano, tra gli altri: il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, l’assessore regionale con delega alla Ricostruzione Guido Liris, i parlamentari Stefania Pezzopane (Pd), Gaetano Quagliariello (Identità e Azione) e Gabriella Di Girolamo (M5S), i consiglieri regionali Giovanni Legnini, Americo Di Benedetto e Giorgio Fedele, l’ex assessore e vice presidente vicario della Regione Abruzzo Giovanni Lolli, il presidente regionale di Confindustria Marco Fracassi e i rappresentanti di varie associazioni.
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