Tatone: cancellerie più efficienti

L’avvocato senza lista: «Corro da solo perché le altre sono illegali»
PESCARA. Ha deciso di correre da solo perché, per l’avvocato Fiorello Tatone, le liste «sono illegali»: questione che ha sollevato ufficialmente al consiglio dell’ordine da cui attende una risposta. Ma se quella risposta non arriverà, sarà il segno che le elezioni si svolgeranno regolarmente. Il terzo candidato spiega cosa farebbe in caso di vittoria.
Avvocato, perché ha deciso di candidarsi e di correre senza una lista?
«Ho deciso di candidarmi per il benessere delle collettività, per mettere a disposizione la mia esperienza e le mie capacità professionali per migliorare il servizio. Perché senza lista? Ne avevo formata una ma poi, leggendo il regolamento, mi sono reso conto che le liste sono illegali perché esprimono il consenso attraverso il voto uninominale o il voto di fantasia: la lista è nulla nella misura in cui la preferenza si estende a tutti i candidati. Per questo motivo, ho presentato ufficialmente istanza da cui attendo una risposta».
Cosa vuol cambiare della professione?
«La maggiore difficoltà è l'aggiornamento, soprattutto nei riti civili, nella scelta dell’azione e nelle impugnazioni. Sono dichiarate inammissibili in virtù di norme speciali, dette filtro e propongo di sollevare la questione di illegittimità costituzionale contro queste norme perché limitano il diritto di difesa. In questo senso sto facendo un memoriale da mandare al parlamento. Nel caso in cui un appello viene dichiarato inammissibile, l’appellante viene anche condannato al pagamento del doppio del contributo unificato: questo è un punto essenziale della mia campagna».
La prima cosa che farebbe in caso di elezione.
«Innanzitutto punterei a migliorare i servizi di cancelleria e curerei la formazione dei giovani».
In questo momento di crisi, cosa suggerirebbe a un giovane avvocato?
«Di fare pratica negli studi prima di sganciarsi perché gli oneri e le difficoltà, poi, diventano tanti. Quello che mi interessa è valorizzare di più la categoria nei confronti dei giudici: siamo considerati inferiori, non ci trattano bene».
I suoi avversari dicono che la professione dell’avvocato non ha una buona reputazione all’esterno, lei la pensa così?
«No. Direi che attorno all’avvocato non c’è una cultura, viene visto come uno da cui si va necessariamente e che costa soldi. Invece, il suo scopo deriva dall’etimologia della parola: aiutare la gente che è in difetto».
In questi anni, che cosa non le è piaciuto del consiglio?
«Il disinteresse».
Come si comporterà lei?
«Con la volontà realizzerò tutti i miei obiettivi». (p.au.)
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