Tavolini in piazza Muzii, oggi decide il Tar

Commercianti in ansia: «La zona si sta svuotando, basta limitazioni o le chiusure saranno inevitabili»
PESCARA. Sono tutte d’accordo le associazioni di categoria. La determina dirigenziale del 2 novembre scorso con cui il Comune ha ridotto il numero di tavoli e sedie da posizionare all’esterno, per i locali del distretto di piazza Muzii, va sospesa. Le speranze sono riposte sulla decisione che il Tar prenderà oggi.
Questa mattina alle 10 è fissata l'udienza cautelare relativa al ricorso presentato da una trentina di esercenti della zona, che hanno impugnato il provvedimento firmato dal dirigente Aldo Cicconetti ritenendolo «insieme a tutti gli atti conseguenti e connessi illegittimi in quanto viziati da eccesso di potere, violazione del principio del legittimo affidamento, ragionevolezza, correttezza e buona fede».
«Siamo in trepidazione, perché la situazione è molto difficile», commenta Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato. «Questa determina è stata emessa in velocità e rappresenta una forzatura non contestuale rispetto al momento storico. Oggi il governo spinge verso un raddoppio degli spazi esterni e invece a Pescara sono state fatte scelte in controtendenza rispetto al quelle governative. Questo provvedimento insieme alle tante ordinanze sugli orari emesse in passato, hanno svuotato la zona. Diversi locali stanno aprendo altrove, tra corso Manthoné, ma anche Chieti Scalo».
Aspettative alte anche da Confcommercio con il presidente Riccardo Padovano. «Questa determina, da quanto sappiamo, è legata a un regolamento del 2006 che non è mai stato applicato. Ora non solo è in vigore, ma esclusivamente su piazza Muzii. Non dovrebbe essere investita l’attività giudiziaria per fare chiarezza sulle norme, ma dovrebbe essere la politica a correggere le anomalie. Continuiamo a chiedere regole certe, per i dehor come per l’occupazione del suolo pubblico».
«Ci auguriamo che i giudici amministrativi accolgano il ricorso perché si metterebbe in scena una ulteriore limitazione al commercio tradizionale, già fortemente provato dalle emergenze passate e in corso», aggiunge Luciano Di Lorito, referente commercio della Cna Pescara. «L'auspicio è che incentivino il commercio nelle sue forme più diffuse».
Secondo il direttore di Confesercenti Pescara, Gianni Taucci, «in Italia si sta mantenendo una linea contraria a quella esercitata a Pescara. Il governo ha dato la possibilità alle istituzioni locali di azzerare i canoni delle occupazioni del suolo pubblico perché siamo in emergenza. Le imprese, con tutte le spese a cui sono soggette, devono tentare di incassare in ogni modo, e se si limita ogni opportunità la chiusura diventa inevitabile. Speriamo che si possa ripristinare una situazione adeguata per gli esercenti, perché non ci sarebbero dovute essere queste restrizioni nei confronti di una categoria e soprattutto di una sola zona», conclude Taucci.
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